«Stiamo lavorando con l'Unesco per realizzare in Italia una conferenza sulla cultura mondiale. Così come a Davos si tiene il forum sull'economia, in Italia si potrebbe tenere il forum della cultura mondiale. Si tratta di un progetto che potrebbe realizzarsi già dal prossimo anno». Lo ha annunciato ieri il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, in visita al Palazzo dell'Informazione a Roma, e nel quadro di un «Progetto Italia» che dovrebbe migliorare custodia e conservazione dei beni culturali nazionali, in vista anche della loro promozione all'estero. Le reazioni degli ambienti della cultura sono state numerose e positive. Per Francesco Perfetti, direttore di Nuova storia contemporanea, «è un'idea ambiziosa ma bella, anche se non so quanto facile da realizzare. D'altro canto, se c'è un Paese che in questo campo può dire qualcosa e ha un ruolo internazionale è proprio l'Italia». Parere condiviso dal linguista Francesco Sabatini, presidente onorario dell'Accademia della Crusca: «Che l'Italia sia sede di incontri, confronti e dibattiti sulla cultura e sulla salvaguardia dei beni culturali mi sembra giusto e doveroso. Abbiamo tutti i requisiti necessari per ospitare un simile evento internazionale, forti della vastità e profondità di una cultura che ha influenzato tutto il mondo». Pure Sabino Acquaviva, decano dei sociologi italiani, osserva che «l'Italia è il Paese in cui, secondo l'Unesco, c'è la metà dei capolavori dell'arte mondiale, quindi è la sede naturale di ogni evento mondiale sui beni culturali. L'idea è buona e il governo deve prendere in mano l'iniziativa per far sì che l'Italia per uno o più anni diventi la sede internazionale di un confronto sulla cultura». Né mancano i risvolti pratici: «Mi sembra interessante muoversi in una prospettiva internazionale - ha commentato Cristina Aciduli, soprintendente del Polo Museale Fiorentino -. L'Italia con le sue città d'arte ha tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento mondiale. E al tempo stesso il turismo dedicato alle città d'arte può trarre giovamento da iniziative come queste». Più dubbioso lo storico Giovanni Sabbatucci: «Esistono già sedi internazionali di riferimento per la cultura. Vorrei, perciò, capire meglio qua] è lo scopo che si prefigge una simile iniziativa. Il confronto tra esperti è comunque sempre utile. Se sarà servito o meno un simile forum lo si vedrà dopo». Secondo lo scrittore Alberto Bevilacqua, d'altra parte, «è proprio nei periodi di crisi che si deve puntare in alto, specialmente ripartendo dalla cultura. L'importante è impostare bene la base. Noi italiani dobbiamo avere coscienza di ciò che siamo a livello culturale, per dimostrare agli altri il nostro valore. Dobbiamo avere un obiettivo ambizioso considerando che in Italia esistono forze che possono essere sfruttate positivamente». Anche Lucio Villari è ottimista: «Quella di un forum mondiale in Italia sarebbe un'ottima idea, a patto che si concentri su un obiettivo specifico. A mio parere esperti e studiosi si dovrebbero confrontare sul tema della salvaguardia dei beni culturali, del paesaggio e dell'ambiente».
Bondi: Nel 2009 in Italia un G8 della cultura mondiale
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha annunciato che l'Italia potrebbe ospitare una conferenza sulla cultura mondiale, in collaborazione con l'Unesco. Il progetto, che potrebbe realizzarsi già nel prossimo anno, mira a migliorare la custodia e la conservazione dei beni culturali nazionali e a promoverli all'estero. Le reazioni degli ambienti culturali sono state positive, con alcuni che considerano l'idea ambiziosa ma bella, mentre altri esprimono dubbi sulla sua realizzabilità. I critici sostengono che l'Italia non è ancora pronta a ospitare un evento internazionale di questo tipo, mentre gli sostenitori sostengono che il paese ha tutto il requisito necessario per ospitare un simile evento.
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