Diminuisce nel CentroNord l'afflusso dei visitatori nei 128 musei, monumenti e siti archeologici statali. Nei primi otto mesi dell'anno sono stati meno di 5,2 milioni contro i quasi 5,5 milioni dello stesso periodo del 2007, con una contrazione pari al 5,7 (-3,7 il dato nazionale). In calo anche gli introiti lordi, passati da oltre 17,1 milioni di euro a circa 16,7, con una flessione del 2,66 (nel Paese la diminuzione è del 3,93). I dati, che fotografano una situazione differenziata, provengono dal ministero dei Beni e attività culturali e fanno da base al lavoro che l'appena nominato supermanager dei musei italiani, Mario Resca, ex ad di McDonald's Italia, dovrà svolgere per rilanciare il patrimonio museale. Sono Emilia-Romagna, Toscana e Umbria a trascinare la flessione (rispettivamente con un calo di visitatori del 2,7, del 7 e dell'1,8), a fronte di una regione, le Marche, che va in controtendenza: qui infatti i visitatori sono aumentati del 2,7 con un incremento degli introiti pari al 5,8 per cento. Nellamacroarea ilpatrimonio museale, comprese le strutture civiche, private ed ecclesiastiche, si compone di 1.665 unità. Una rete per la cui valorizzazione le direzioni regionali per i Beni culturali e le Regioni mettono in campo progetti di bigliettazioni uniche e politiche di aggregazione con la creazione di circuiti museali, oltre a sistemi di erogazione delle risorse che premiano elevati standard di qualità. Tra le strutture museali al top per incremento di afflusso e introiti primeggia il complesso di Palazzo Pitti, a Firenze, che ha totalizzato un 196,3 di visitatori e un 200,7 IN CONTRAZIONE Nei primi sei mesi del 2008 staccati 5,2 milioni di biglietti a fronte dei 5,5 dello stesso periodo dell'anno precedente di introiti (i dati in questo caso sono aggiornati al giugno 2008 ma risentono del traino di importanti mostre). Il bilancio più negativo lo registra invece la Cappella Bacci di Arezzo (- 51,8 di visitatori, 47,9 di introiti). In valori assoluti la struttura museale con il maggiornumgro di visitatori si confermala Galleria degli Uffizi diFirenze (oltre 768mila nei primi sei mesi dell'anno, in calo del 3,6). In Emilia-Romagna (481 musei, dei quali 35 nazionali) la Regione ha messo a disposizione nel 2oo8 oltre 2 milioni di euro, erogati, come spiega l'assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, «con l'applicazione graduale di standard di qualità per evitare il rischio di costringere alla chiusura molte strutture. Ci sono però molte criticità: manca una normativa nazionale che indichi quali sono i criteri minimi per aprire un museo». Qui, nei musei e, nei siti nazionali, gli introiti sono scesi del 6,83 a poco più di 468mila euro. LE CONTROMOSSE Da Roma si cerca di rivalutare il patrimonio con politiche di aggregazione e favorendo la creazione di nuovi circuiti «Per la valorizzazione ciò che privilegiamo nelle varie aree - osserva la direttrice regionale per i Beni culturali Carla Di Francesco - è lapolitica degli accordi tra enti locali riferiti a manifestazioni dica rattere territoriale, come posso no essere le mostre». La Regione Toscana (625 musei, dei quali 66 nazionali che hanno raggiunto, un introito di oltre 10,2 milioni, in flessione dell'1,6o), ha messo in campo quest'anno oltre 1,7 milioni di euro. «Stiamo andando verso un sistema di accreditamento con un nuovo Testo unico della cultura spiega il dirigente del settore Musei della Regione, Claudio Rosati - che consentirà nuove aggregazioni e una migliore ripartizione delle risorse». Conferma questa politica anche la Regione Marche (400 musei, dei quali 15 nazionali), che nel 2008 ha stanziato 9oomila euro per le politiche di valorizzazione. «È in discussione in Consiglio regionale - spiega l'assessore alla Cultura Vittoriano Solazzi - la proposta di legge sui beni culturali che riafferma l'importanza dell'organizzazione a rete, tematica o gestionale, dei musei e del processo di accreditamento che a sua volta si basa sul percorso di aùtovalutazione.Percorso compiuto nel 2007 e 2008 da circa 26o musei, attraverso la compilazione di una scheda divalutazione dei livelli dotazionali e prestazionali delle strutture esaminate». In Umbria, 159 musei dei quali 12 nazionali, si va verso un sistema di bigliettazione unica. «La sperimentazione che abbiamo fatto con la card Perugia Città Museo ha dato ottimi risultati- osserva la responsabile del servizio Musei della direzione regionale per i Beni culturali Tiziana Biganti - e riguarda sia le strutture nazionali, sia quelle civiche e private. L'idea ora è di estendere la sperimentazione a tutto il territorio regionale».
I musei perdono appeal Calano incassi e visitatori
Il patrimonio museale italiano ha registrato una diminuzione dell'afflusso dei visitatori nei primi otto mesi dell'anno, con meno di 5,2 milioni di visitatori rispetto ai 5,5 milioni dello stesso periodo del 2007. Gli introiti lordi sono stati inoltre ridotti del 2,66%, con una flessione del 3,93% rispetto al dato nazionale. Le regioni Emilia-Romagna, Toscana e Umbria hanno registrato una flessione più significativa, mentre la Regione Marche ha visto un aumento del 2,7% degli introiti. Il complesso di Palazzo Pitti a Firenze è stato il museo con il maggior aumento di afflusso e introiti, con 196,3 visitatori e 200,7 euro di introiti.
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