La strada sembra definitivamente tracciata. Per Villa Rosa, la residenza neoclassica di via Ruggero Manna al centro di un contenzioso in piedi ormai da anni, la Soprintendenza ai Beni culturali proporrà esclusivamente un vincolo parziale, limitato alla sola facciata dell'immobile. La conferma arriva dallo stesso soprintendente, Guglielmo Monti, che parla di «soluzione praticamente obbligata». Una soluzione che, ammette Monti, consentirà di fatto alla «Socredil» di San Dorligo, la ditta proprietaria dell'ex sede della Glasbena Matica, di abbattere tutto il resto dell'edificio e di innalzare alle spalle dell'ingresso vincolato un condominio di cinque piani. Prospettiva giudicata a dir poco scandalosa dai residenti e dai cittadini che hanno dato vita al comitato di difesa di Villa Rosa, pronti a continuare la loro battaglia per evitare la scomparsa del gioiello neoclassico e la distruzione del parco. Per Monti, tuttavia, il destino del complesso di via Manna è ormai scritto. «Il vincolo parziale è l'unico possibile - spiega il soprintendente -. Vincoliamo solo la facciata perché, purtroppo, non c'è più nient'altro da vincolare. Villa Rosa è stata gravemente danneggiata in passato. Sono andati perduti stucchi e affreschi. E anche il parco ormai non esiste più ed è ridotto ad un semplice giardinetto incolto. Non rimanendo quasi nulla della villa storica, quindi, abbiamo preso l'unica decisione possibile. L'unica che ci consenta di salvare il salvabile. È comunque una vittoria. Magra, magari, ma pur sempre una vittoria». Di avviso completamente opposto il comitato dei residenti di via Manna. «È una vergogna - tuonano i cittadini -. Una vergogna che non può non farci pensare all'esistenza di un accordo stretto sotto banco tra Soprintendenza e proprietà. Solo così si può spiegare l'improvviso dietro-front dei Beni architettonici rispetto all'orientamento espresso in passato. Al momento di avviare il procedimento per l'emissione del vincolo, infatti, Villa Rosa era stata definita "bene storico e meritevole di tutela". Com'è possibile che quel merito ora sia improvvisamente sparito? Certo stucchi e affreschi non esistono più. Ma come può la Soprintendenza dimenticare che a distruggerli è stata proprio la "Socredil"? Le responsabilità della ditta sono state accertate dal Tribunale, che ha condannato in primi grado titolare e operai. Anziché punirli, però, oggi li si premia e si concede loro la possibilità di disporre a proprio piacimento dell'immobile. Una vicenda scandalosa, di fronte alla quale però non intendiamo ancora arrenderci - concludono i residenti -. Chiederemo l'intervento della Direzione regionale ai Beni culturali e del ministro Bondi». Il tempo a disposizione del comitato, tuttavia, è limitatissimo. Scadono domani infatti i termini previsti per l'imposizione del vincolo di tutela per Villa Rosa. L'unico modo per scongiurare l'ipotesi del vincolo parziale è sperare nella contrarietà da parte del direttore regionale Roberto Di Paola, che dovrà firmare la soluzione proposta da Monti. «Onestamente, però, non credo che si opporrà - conclude il soprintendente ai Beni culturali -. Non ne vedo proprio le condizioni. Perché, ripeto, non si sarebbe potuto agire diversamente».
TRIESTE - Vincolo solo parziale per Villa Rosa
La Soprintendenza ai Beni culturali ha proposto un vincolo parziale per la struttura neoclassica di Villa Rosa, situata in via Ruggero Manna a San Dorligo. Il vincolo coprirà solo la facciata dell'edificio, consentendo alla proprietaria, la Socredil, di demolire il resto dell'immobile e costruire un condominio di cinque piani. I residenti e i cittadini che hanno difeso Villa Rosa hanno reagito con disappunto, accusando la Soprintendenza di aver ceduto alle pressioni della proprietaria.
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