VENEZIA - Le speranze sul futuro della salvaguardia arrivano in diretta tivù, i veleni invece circolano via mail e a telecamere spente. Ad «Ambiente Italia» su Raitre il sindaco Cacciari ha ottenuto ieri la conferma ufficiale da parte del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli sul Comitatone (venerdì 19 dicembre, ore 16, subito dopo il Cipe) e una mezza rassicurazione sugli altri soldi necessari alla città: «Cercheremo una soluzione anche per il resto». Una volta incassato il via libera, subito dopo la diretta, il professore non rinuncia però a replicare al governatore Galan attraverso un comunicato: «Rimango ogni volta allibito di fronte alla mancanza di conoscenza dei problemi e dei dati reali da parte di Giancarlo Galan». Che, a sua volta, torna nuovamente sullargomento: «Per quanto ci riguarda il 19 cè solo la cerimonia per il Passante. Non è che uno fissa il Comitatone perché lo chiede Cacciaci per telefono e dallaltra parte risponde un ministro». E i ricorsi al Tar che lex sindaco Costa e il governatore Galan chiedono di ritirare? «Non centrano assolutamente nulla col Mose e non ritarderanno la sua nascita. Costa farebbe bene a pensare ad altro». In diretta dal ponte. Era nellaria da tempo. Prima di Natale la presidenza del Consiglio avrebbe dovuto infatti convocare il tanto atteso Comitatone. Convocazione che in via informale («Le lettere stanno partendo in queste ore», ha detto Matteoli) è arrivata ieri pomeriggio in diretta televisiva. Cacciari, sotto il ponte della Costituzione non si è lasciato sfuggire loccasione di chiederlo direttamente al ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli in collegamento video. Che ha confermato le ipotesi degli ultimi giorni: «Dico al sindaco di Venezia che la riunione si terrà il 19 dicembre alle 16. In mattinata si terrà il Cipe - dice il ministro - nel quale porteremo ulteriori 8oo milioni per il Mose». Opera sulla quale ormai non si discute più. Gli altri fondi. Cacciari lha ribadito anche ieri: «Si faccia, si faccia, il Mose. Poi ognuno si assumerà la propria responsabilità sulla realizzazione del progetto. Il problema di Venezia però non è solo lacqua alta, è linquinamento della laguna, le opere di restauro e di tutela dello straordinario patrimonio edilizio e monumentale. Perciò chiedo al Governo che si trovino i soldi pure per il resto. Altrimenti avremo il Mose ma la città andrà a fondo lo stesso». Rassicurazioni anche in questo senso da parte del ministro Matteoli: «Ho parlato con Bondi e Tremonti, il 19 vedremo di trovare una soluzione anche al resto, ci sono opere e monumenti che non possiamo abbandonare». Lo scontro. Giornata intensa anche ieri da questo punto di vista. Quelle più aspre arrivano da Galan: «Per noi non ci sarà nessun Comitatone ci sono i conti da fare, cè il precomitatone. I dilettanti allo sbaraglio in Regione non vanno. Siamo al di fuori di tutto. Invece Cacciari parla di Cipe, chiede 10 milioni al ministro. Ma dove li tirano fuori dieci milioni? I nostri soldi andranno al Comune di Chioggia e ai comuni della gronda lagunare. Il sindaco ha contro tutti, compreso il suo partito. Solo De Checchi (titolare del più orrido mercato di Natale della città) è con lui». Poi apre un altro fronte: «Tutti sanno che il 19 dicembre si concluderanno i lavori per il Passante e in quel giorno la fine dei lavori verrà festeggiata in una "cerimonia" che in casi del genere è tradizione, in Veneto da rispettare». Cacciari invece torna sui fondi per gli allagamenti di Mestre («ne mancano 7,5 e non 5 come dice Galan che o non sa come stanno le cose ipotesi più probabile - o dice bugie») e poi chiosa con una rasoiata: «Sulla "minaccia" di Galan di non partecipare al Convitatone per non "confondersi" con i "nemici" dello stesso progetto Mose ci sarebbe solo da ridere se non fosse da piangere». E i ricorsi al Tar da ritirare, come chiede, tra gli altri, lex sindaco Paolo Costa? «Non centrano nulla con il Mose. Non sono richieste che possono in nessun modo rallentarne la nascita».