«Non va affatto bene, ma potrebbe andare anche peggio». Mauro Cutrufo adora la chiarezza. Dalla sua stanza con vista sui Fori governa il turismo romano con gli affanni del momento: le statisiche segnano una preoccupante flessione del 7 per cento, con abissi che arrivano fino a meno 15 per gli stranieri. «Dollaro e yen, cioè americani e giapponesi, hanno oggettive difficoltà di cambio, gli europei sono comunque in crisi, il petrolio costa 45 dollari al bidone, aveva superato i Zoo. E poi...». E poi? «Qui di turismo non si è mai occupato nessuno. Non ho avuto predecessori». Ma che dice? Enrico Gasbarra e Maria Pia Garavaglia sono stati molto apprezzati da tutte le categorie del settore, hanno ottenuto ottimi risultati. Peraltro nascevano democristiani, come lei. «Bravissimi. Nel fare pubbliche relazioni. Dove sono i piani e le strategie per il turismo?». Parlano le cifre, gli arrivi e le presenze, il desiderio diffuso di venire a visitare Roma. «È scritto in tutti i manuali che dopo un grande evento, mi riferisco al Giubileo del 2000, i flussi turistici crescono, subito e in progressione negli anni successivi. E quello che è accaduto. Poi è finita, perchè non cè mai stato un disegno». E lei ce lha? «Certo e non per guadagnare 300 mila turisti, ma per portare Roma a livello di Parigi, per passare dai 20 milioni di presenze ai 4o che ha la capitale francese». Lentusiasmo è il sentiero del successo. «Appunto. Bisogna pensare in grande, come fanno gli americani». E lei cosa ha pensato? Si parla del parco a tema. «La nostra cifra è la romanità. È questo che i turisti desiderano trovare: un sondaggio effettuato su viaggiatori di dieci nazionalità, le più significative per noi, dimostra che l82 per cento degli stranieri viene qui per le vestigia dei romani». Pensa a una Disney con toghe e legioni? «Penso di realizzare il secondo polo turistico della città dopo il centro storico. Una novità che ci garantirebbe, secondo studi fatti, almeno una notte di permanenza in più. Ora chi viene a Roma resta meno di tre notti, a Londra arriva a 5. Bisogna dare ai turisti le ragioni per restare di più: il parco è sicuramente un buon motivo. Ma ne proporremo anche altri» Quali? «Il Colosseo è il monumento più visitato, ma quando si entra si prova un senso di delusione». Sono rovine millenarie. «Appunto. Vorrei vestirle, riproporre in 2 mila metri quadrati dei 23 mila totali uno spicchio del Colosseo comera. Stoffe e legni leggeri, nessuna struttura fissa, niente chiodi, una serie di pannelli appoggiati che sappiano però restituire lemozione del luogo. Che oggi è smarrita». Atteggiamento gladiatorio: glielo faranno fare? «Il ministro Bondi e il sottosegretario Giro sono entusiasti». Non bastano. «Lo so, ma lho detto, penso in grande e sono pronto ad affrontare le difficoltà. Anche il parco a tema, che sorgerà su terreno pubblico, non sarà una battaglia facile. E di certo non la affronterò senza il sostegno della Regione: chi si occupa di turismo, lassessore Mancini è uomo intelligente, capisce le cose». Ammesso che si riesca a fare questo parco, quanto tempo servirà per la realizzazione? «Quattro o cinque anni. Finirò come Veltroni, che inaugurava le cose varate da Rutelli o Carraro». E sullimmediato cosa pensa di fare. «Intanto celebriamo Vespasiano, nel 2009 cade il secondo millennio della sua nascita. E stato lImperatore che ha voluto il Colosseo ed è passato alla storia anche per i bagni pubblici. Ricostruiremo quei bagni. Il progetto si chiama Vespasiani point: ci saranno anche distributori di bottigliette dacqua a 30 centesimi, invece dei 3 euro che chiedono gli ambulanti, postazioni Internet e punti di informazione. E poi la settimana prossima varo il convention bureau». Ecco, sul turismo congressuale Roma sconta davvero un grande ritardo. «Nei prossimi giorni porto in giunta un organismo tutto pubblico, lufficio del congressi di Roma, che lavorerà per sostenere il convention bureau la cui creazione deve essere a carico totale dei privati. Noi abbiamo una visione non assistenziale dellintervento pubblico: crediamo che il futuro sia dei privati, ma devono imparare ad esserlo fino in fondo». Cioè? «Rischiando e recuperando la vocazione di ospitalità di Roma, formando il personale, dando lesempio. Servirà anche per i cittadini, per ricordare a tutti che un turista in più o in meno, è una ricchezza in più o in meno per lintera città».
ROMA - Rivesto il Colosseo e faccio i Vespasiani point
Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato del turismo romano, che sta subendo una flessione del 7% con abissi di meno di 15 per gli stranieri. Il turismo è un settore che non ha mai avuto un piano o una strategia. Letta ha parlato di una "romanità" che i turisti desiderano trovare, e ha proposto di realizzare un parco a tema con vestigia dei romani, come un'opzione per aumentare la notte di permanenza dei turisti. Ha anche parlato di un parco a tema sulle vestigia di Vespasiano, con distributori di acqua e punti di informazione.
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