Piano del premier per i centri urbani: «Ma nessun condono, né sanatoria». Si pensa ad affidare la responsabilità ai comuni IL PIANO «I GIARDINI Si intitola «Vota il comune più fiorito d'Italia», il concorso annunciato dal presidente del consiglio Berlusconi. GLI ABUSI ?! Basta con l'abbattimento dei piccoli abusi edilizi, dice il premier, meglio impegnare i cittadini in positivo, nella realizzazione di un parco-giochi o di un giardino LE LUCI «Voglio illuminare Pompei di notte e prolungare l'orario di apertura. Stiamo pensando a effetti magici straordinari», ha detto Berlusconi. ROMA Parla di giardini, opere d'arte e centri storici Silvio Berlusconi. «Vota il comune più fiorito d'Italia», è il titolo di un concorso che annuncia raggiante. Il progetto è di riqualificare i comuni più piccoli, quelli con meno di cinquemila abitanti. Ed è a questo punto che il presidente del Consiglio tira fuori un'altra idea, quasi fosse per caso: il condono «in positivo», la sua ricetta per combattere l'abusivismo edilizio. Tradotto: non verranno abbattuti muretti, finestre o verande tirate su in maniera abusiva, ma si chiederà al proprietario dell'immobile di impegnarsi per migliorarlo e trasformare una penalizzazione in un obbligo a realizzare un giardino o un parco giochi per migliorare l'ambiente circostante. Un condono «innovativo», insomma: no alle ruspe, sì ai giardinieri. E' deciso il premier: «Abbiamo ragionato su una serie di ipotesi per cui si potrebbe trasformare una penalizzazione, che è quella di distruggere l'opera, in un obbligo a fare, ad impegnarsi per realizzare un giardino, di contribuire alla costruzione di un parco giochi». L'idea sembrerebbe venuta fuori quasi in diretta ieri pomeriggio, lì al ministero delle Infrastrutture dove il premier ha conversato al lungo con il titolare del dicastero Pietro Lunardi prima di organizzare una conferenza stampa per parlare di grandi opere e di opere d'arte da abbellire e salvare. Berlusconi, in realtà, ci tiene molto a precisare: «Non abbiamo in cantiere nessuna ipotesi di condono, nessuna sanatoria, stiamo solo cercando di tirar fuori delle idee. Stiamo cercando di essere creativi almeno quanto il ministro Tremonti». Ma è nella frase immediatamente dopo che ribadisce il suo concetto: «II fatto è che bisogna cercare di essere creativi e migliorativi per andare oltre l'abbattimento dell'immobile abusivo». Non parla di decreti o di disegni di legge già pronti nel cassetto il presidente del Consiglio. Il suo progetto di condono in «positivo» potrebbe passare attraverso una delega ai singoli comuni, affidato alla valutazio-ne di assessori, funzionali, vigili urbani. Ma non c'è nulla di certo, ancora. Per adesso Silvio Berlusconi continua a ribadire i suoi desideri e le sue velleità di rendere ancora più bello il Bel Paese. A cominciare dal sito archeologico di Pompei: «Stiamo studiando un sistema per illuminarlo anche la notte e prolungare così il suo orario di apertura. Stiamo pensando ad effetti magici davvero straordinari». Ma Pompei non è l'unico pensiero: «L'illuminazione delle opere d'arte è un grande progetto che va avanti». E ancora: «Vogliamo promuovere la riqualificazione dei centri urbani, in oltre cento città che io spero di visitare. Ma vogliamo occuparci anche dei comuni piccoli, quelli con meno di cinquemila abitanti: aumentare il verde, promuovere il bene per la natura». Silvio Berlusconi si lascia andare dopo aver messo nero su bianco i conti delle infrastrutture e i calcoli della politica. Garantisce il presidente del Consiglio: «L'attivazione di tutte le grandi opere dovrebbe portare ad un incremento del Pii di ben l'I per cento, contro il calcolo, che allo stato attuale parla per il 2003 di una crescita dello 0,6». Già le grandi opere: sono venti quelle che il Cipe, in quattro riunioni, ha già finanziato con 2 miliardi e 212 milioni di euro (contro un totale di investimenti attivati di 4 miliardi 469 milioni di euro). E tra le più importanti Berlusconi ricorda l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, il passante di Mestre, il Mose di Venezia, il Grande raccordo anulare di Roma, la metropolitana di Napoli, ma anche gli acquedotti siciliani di Gela, di Aragona, di Sinni, di Fava-ra. «Per la realizzazione di tutto questo la prima preoccupazione del governo sarà la corretta esecuzione ed aggiudicazione delle opere per evitare infiltrazioni criminali». E' un impegno preciso quello del presidente del Consiglio: tutti gli aspetti che riguardano gli appalti delle grandi opere verranno valutati dall'Esecutivo che darà il sua via libera con appositi decreti. E' raggiante e soddisfatto Berlusconi: le grandi opere sono il punto forte del programma del suo governo. «E francamente penso che i precedenti amministratori della cosa pubblica non abbiano saputo fare altrettanto. Magari saranno pure stati dei professionisti della politica, ma dal punto di vista gestio-nale erano davvero uno zero assoluto». Non ne ha dubbi il premier: «Meno male che ci siamo noi che stiamo recuperando il tempo perduto, gli interventi strutturali sono assolutamente in ritardo rispetto alle attese dei cittadini, ma anche rispetto alla decenza per una corretta gestione della cosa pubblica».