Respinta la richiesta Pd di una pausa riflessione Majorino: "Incomprensibile ostinazione, di fronte alle critiche di tanti cittadini" Ennesima battuta darresto per il Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche, lo strumento che detta gli indirizzi per superare il Piano regolatore del 1980. Ancora una volta il centrodestra non è riuscito a garantire una presenza adeguata in aula, malgrado la determinazione dellassessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, che anche ieri ha difeso la sua filosofia di una città con più case e abitanti. Così, dopo averci provato una prima volta senza successo, dopo un paio dore il centrosinistra è riuscito a far cadere il numero legale. Il consiglio si riunisce ancora oggi e domani, ma il tempo stringe. Si devono votare anche 176 varianti di Piano regolatore accorpate in due delibere e un paio di Piani integrati di intervento. Tutto entro lunedì, quando inizierà la sessione sul bilancio, e considerando che il 15 - nel terzo anniversario dellufficializzazione della candidatura a sindaco - Letizia Moratti verrà a riferire sullExpo. Un calendario intasato, al quale non giova limpasse di ieri. Il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, ha rivolto a Masseroli la «richiesta accorata» di sospendere la discussione per una pausa di riflessione, ricordando le perplessità «emerse sia in consiglio che nella società civile». A questo proposito Carlo Montalbetti (Lista Ferrante) ha pronte mille firme di personalità e cittadini «per chiedere unudienza pubblica sul futuro urbanistico». Masseroli ha risposto che «ci sono tutte le condizioni per un voto positivo anche dellopposizione». Il muro contro muro ha prodotto una discussione asfittica, densa di schermaglie regolamentari. Dei 38 emendamenti rimasti (erano un centinaio) ne sono stati discussi e votati solo due, finché il centrodestra ha chiesto il rinvio di un emendamento, Basilio Rizzo (Lista Fo) si è opposto e lopposizione è uscita. Il centrodestra è rimasto con 30 consiglieri, uno in meno del necessario. Il presidente Manfredi Palmeri lha un po tirata in lungo, mentre si cercava il 31esimo nei corridoi, ma alla fine ha chiuso la seduta. «È la risposta a chi dice che il Pd non fa opposizione», commenta il capogruppo democratico, Pierfrancesco Majorino (lultimo a dirlo, ieri in aula, è stato Vladimiro Merlin del Prc). E sul merito: «Non riesco a capire perché Masseroli ha rifiutato la nostra proposta. La sua ostinazione non fa i conti con le tante critiche di chi, come il Pd, è interessato a un confronto leale. Il suo atteggiamento mi amareggia». Un confronto andrà fatto anche nel centrodestra. La demotivazione di troppi consiglieri alla fine della loro stagione politica non favorisce la partecipazione. Alcuni viaggiano per conto loro, come il leghista Salvini, assente anche ieri. E il consiglio conta sempre meno. Il capogruppo azzurro Giulio Gallera è costretto a chiedere a Masseroli di mostrare ai consiglieri di Forza Italia laccordo di programma sullippodromo: «Non labbiamo ancora visto». Tuttavia Gallera nega che al più decisionista degli assessori della Moratti sia stata impartita, come già in passato, una piccola lezione: «Eravamo in 30, mica 20. Purtroppo in Consiglio non cè più una sinistra riformista, ma solo unopposizione il cui unico obiettivo è mettersi di traverso».