La sinistra attacca Di Vicenzo su Neghelli «Sono scelte scellerate quelle che stanno guidando il Piano Integrato di Neghelli che presto la giunta porterà in discussione. Quelli che l'assessore Di Vincenzo considera pregi, noi li definiamo grossi e profondi errori». Ne è convinto Tonino Fornaro della Sinistra Democratica di Orbetello che vede come il fumo negli occhi «l'ulteriore colata di cemento tra Orbetello Scalo e Neghelli» dove dovrebbero sorgere 269 appartamenti, un centro commerciale, nuove strade e rotonde e via elencando. E i motivi, oltre che urbanistici e sociali, sono prevalentemente economici. Perché, è convinto Fornaro, il «mattone» non ha mai prodotto benessere duraturo. Lo insegnano gli Stati Uniti con la loro smisurata espansione edilizia da cui ha avuto origine l'attuale crisi mondiale e lo conferma Orbetello dove «la costruzione di centinaia di nuovi appartamenti non ha fatto crescere l'economia, anzi, sono aumentate le esposizioni bancarie delle famiglie, il costo della prima casa ha raggiunto i livelli di Roma e Firenze e i giovani si trovano senza un lavoro stabile. Basta leggere qualche pagina di buona letteratura urbanistica - incalza - per sapere che quando un agglomerato urbano viene privato dei servizi di base e delle attività artigianali (falegnami, meccanici, idraulici, grafici, ecc.) si crea il deserto». Così i residenti tendono ad emigrare per essere sostituiti dai turisti del fine settimana. «Basta l'esempio - osserva l'esponente di Sinistra Democratica - del vecchio Molino e dell'ex ospedale dove il costo al metro quadro è arrivato a 7- 8.000 euro». «E non è bello - aggiunge - vedere decine di cartelli'Vendesi' nelle strade parallele al corso». Da qui l'invito a cambiare strada e ad indirizzare tutti i soldi pubblici e privati che verranno spesi per le opere di urbanizzazione e per i servizi da assicurare ai nuovi insediamenti del Piano Integrato di Neghelli al recupero del centro storico e ad incentivare i residenti a restare, fornendo loro sostegno finanziario, energia a basso costo e servizi qualificati. «In questo modo - conclude - eviteremmo altra nefasta cementificazione che degrada il nostro territorio, spingeremmo il costo della casa verso il basso e qualificheremmo la nostra migliore offerta turistica». P.T.