Commissariato dal ministro dell'Ambiente, ad appena un anno dalla sua nascita Dopo un tormentato iter durato 13 anni, pare causato dagli interessi delle compagnie petrolifere presenti nell'area, con decreto del presidente della Repubblica datato 8 dicembre 2007, veniva finalmente istituito il Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese. A nemmeno un anno dalla sua nascita, precisamente il 24 ottobre, l'ultimo dei ventiquattro Parchi Nazionali costituiti in Italia è già stato commissariato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Il commissario straordinario è Domenico Totaro, responsabile provinciale del dipartimento Ambiente di Forza Italia. Una decisione assunta a seguito della mancata, seppur necessaria, intesa con la Regione Basilicata per la designazione e nomina del presidente e dei membri dell'ente di gestione. La giunta regionale della Basilicata, lamentando errori procedurali da parte del ministro, ha impugnato il provvedimento di commissariamento davanti al TAR. Il governatore Vito De Filippo (PD), poi, ha deciso di nominare un suo commissario ed ha inviato una lettera al sottosegretario di Stato, Gianni Letta, aprendo un grave conflitto istituzionale tra Regione e Governo centrale. "Ancora un'altra volta - secondo De Filippo - dal Ministero dell'Ambiente giunge un attacco gravissimo agli interessi dei lucani, che espropria di fatto la contitolarità istituzionale della Regione sulle questioni di governance del suo territorio ad esclusivo vantaggio di uno spoyl system di partito". Indipendentemente dalla bagarre politica la situazione è molto seria, poiché l'ENI ed alcuni SIC (Siti di Importanza Comunitaria) che nel parco ha in produzione tredici pozzi petroliferi ed oleodotti, oltre a numerosi pozzi ed un Centro Oli situati in prossimità dell'area protetta - ha annunciato di voler intensificare le attività petrolifere in Val d'Agri, trasferendo a Viggiano il proprio centro di produzione, attualmente ubicato nella regione Abruzzo. Tra l'altro recentemente nel Centro Oli di Viggiano si è verificato un incidente su cui l'ENI ha minimizzato. I residenti della zona sono stati allarmati da un boato e poi dall'innalzamento delle fiamme provenienti dall'impianto che ha spurgato petrolio sulle case e sul territorio limitrofo. "Sono preoccupato- ha dichiarato il neocommissario, Totaro - perché la complessità di quest'area, con valenze paesaggistiche di primo piano, vede la presenza di estrazioni di petrolio e quindi di uno sfruttamento dell'area non indifferente". "È difficile - ha continuato Totaro - poter portare avanti una politica che tuteli gli interessi del territorio e gli interessi produttivi. Anche se il mio compito in primo luogo sarà proprio quello di far partire il parco dal punto di vista amministrativo. Anche la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), cartello di associazioni e comitati, lancia l'allarme e scrive a Stavros Dimas, commissario ambiente unione europea, affinché assicuri, intervenendo presso lo stato membro ed il ministero dell'Ambiente, la protezione del neonato Parco dell'Appennino Lucano, che rischia davvero tanto con questa particolare situazione. In questa caotica fase di gestione straordinaria si teme che per gli interessi politici ed economici, le royalties pagate (le più basse se confrontate con gli altri paesi) dai produttori di idrocarburi alla Regione e agli enti locali, prevalgano sull'interesse per un ambiente sano e che la vita del Parco sia inevitabilmente compromessa.
Lucania, un parco nato morto?
Il Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese è stato commissariato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a seguito di una mancata intesa con la Regione Basilicata per la designazione e nomina del presidente e dei membri dell'ente di gestione. Il commissario straordinario è Domenico Totaro. La Regione Basilicata ha impugnato il provvedimento di commissariamento davanti al TAR. Il governatore Vito De Filippo ha nominato un suo commissario e ha inviato una lettera al sottosegretario di Stato, Gianni Letta, aprendo un conflitto istituzionale tra Regione e Governo centrale.
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