Alla fine, per la direzione della Mostra del cinema di Venezia, il nome è tornato ad essere quello di Marco Müller, che già tre mesi fa era sembrato essere il grande favorito alla successione di un Moritz de Hadeln, ormai apertamente in disgrazia. Di Müller si sapeva che era gradito al ministro Urbani, ma poi aveva preso quota il nome di Giancarlo Giannini, magari accoppiato ad un restaurato de Hadeln, come si era detto nelle ultimissime ore. E poi erano circolati altri nomi, ma alla fine il nuovo consiglio di amministrazione della Biennale ha impiegato meno di due ore, ieri pomeriggio, a prendere le sue prime decisione: segno che per il momento l'autorità di Davide Croff , il nuovo presidente, è incontrastata. Croff è entrato in riunione con la nomina già sicura ed in tasca, forte del consenso del sindaco Paolo Costa (Margherita) , confermato da affermazioni dei giorni scorsi che invitavano a far lavorare tranquillamente il presidente, e di quello di Bruno della regione, il rappresentante di Urbani. E dunque l'asse trasversale Urbani-Costa sembra funzionare sempre più, scatenando l'aperto dissenso, tra l'altro, del presidente della regione Galan (Fi), tagliato fuori dal suo stesso compagno di partito. Nei giorni precedenti tutti gli accordi erano già stati presi, anche con lo stesso Müller, e quindi quella di ieri è stata semplicemente una ratifica di qualcosa di già deciso, una semplice presa d'atto anche da parte dei due rappresentanti del cda per il momento tagliati fuori e cioè Valerio Riva e Amerigo Restucci. Marco Müller rimarrà in carica per i prossimi quattro anni (con una verifica dopo la prima edizione) e ha già rilasciato le sue prime dichiarazioni, sottolineando che dirigerà la Mostra, utilizzando tutte le sue competenze, quelle di fabbricante di festival (Pesaro, Locarno, Rotterdam) ma anche di «fabbricante di film», con l'esperienza di Fabrica a Treviso e con la sua casa di produzione, la Downtown Pictures. «Mi piacerebbe riuscire a realizzare una Mostra - ha detto Müller - sempre più rispondente alle esigenze di chi i film li fa, li diffonde e li va a vedere. Con questo obiettivo vorrei anche rendere permanenti, a Venezia, alcune attività del settore cinema». Dunque dalla parte del festival, ma anche dei produttori, con una doppia competenza che deve aver pesato non poco nella scelta finale. Il cda della Biennale ha posto infatti come condizioni per la nomina la «consolidata esperienza nel settore specifico e ad una chiara fama sul piano nazionale e internazionale» e questi requisiti tagliavano fuori ampiamente la candidatura di Giannini, cui non fa difetto la fama, ma certamente la esperienza specifica. Quanto a Müller, Croff ha tenuto a sottolineare che «dovrà allargare i suoi orizzonti costruendo un festival non solo di elite». Il cda non si è limitato a scegliere Marco Müller nelle sue due prime ore di riunione. Ha anche confermato per l'anno prossimo gli altri direttore di sezione, per cui Kurt W. Forster curerà la 9a Mostra internazionale di architettura, Karole Armitage si occuperà ancora della danza, Giorgio Battistelli del settore musica e Massimo Castri del settore teatro. Ma forse la nomina che più ha irritato Galan non è stata quella di Müller, quanto quella di Luciano Carbone a direttore generale della Fondazione La Biennale. Sarà quindi Carbone, che proviene come Croff dalla Bnl ed è uomo fidatissimo del presidente, a guidare l'apparato e l'organizzazione delle manifestazioni, diventando il vero braccio operativo della nuova Biennale. Un posto di potere che Galan voleva veder affidato ad un suo uomo, per riequilibrare i poteri di Croff: ma è stato un altro schiaffo.
Müller, un direttore per il cinema in Laguna
La direzione della Mostra del cinema di Venezia è stata assegnata a Marco Müller, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. Müller è un esperto del settore cinema, con esperienza in festival come Pesaro, Locarno e Rotterdam, e con la sua casa di produzione, la Downtown Pictures. Il nuovo consiglio di amministrazione della Biennale ha preso le sue decisioni in meno di due ore, confermando la nomina di Müller e di altri direttori di sezione. La nomina di Müller è stata accolta con favore dal sindaco Paolo Costa e dal ministro Urbani, ma ha irritato il presidente della regione Galan, che aveva voluto veder affidato il posto di direttore generale della Fondazione La Biennale ad un suo uomo.
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