Allora presidente Croff, la Mostra del Cinema ha un nuovo direttore. Una nomina molto sofferta. «Ma no, non più di tanto. Trent'anni di consigli d'amministrazione mi hanno dato un buon allenamento. E' vero, il dibattito nel Cda è stato lungo, anche vivace, ma soprattutto è stato costruttivo. Per fortuna nel Consiglio della Biennale ci sono persone di grande livello culturale, ciascuno deciso a battersi per la sue opinioni, magari ad accapigliarsi, ma sempre disposto ad ascoltare gli altri. Una ricchezza di contributi che conferma l'autonomia della Biennale». Il suo compito quindi... «E' stato quello di tener conto delle diverse posizioni e trovare una soluzione che le potesse democraticamente conciliare. Se un presidente non sa far questo...» Così alla fine non avete neanche votato? «Non ce n'è stato bisogno. La mia proposta è stata accolta all'unanimità. Si sarebbe andati al voto solo se qualcuno non fosse stato d'accordo». Altri candidati in ballo? «Più di tre e meno di sei. Naturalmente non farò nomi». Si parlava di un'accoppiata con un attore... «Ma alla fine è stato nominato uno». E de Hadeln? «Gli sono stati riconosciuti i meriti, è stato ringraziato. E mi è stato dato mandato d'incontrarlo e trovare con lui un modo di commiato positivo, in linea con la sua grande professionalità». La clausola della verifica al termine del primo anno faceva parte della sua proposta? «Fa parte di quella mediazione che deve tener conto dei vari interventi senza perdere di vista la sostanza: trovare la persona giusta e metterla nelle condizioni di poter operare bene, in un progetto di lungo respiro». Dopo gli stillicidi degli anni scorsi, con nomine annuali sempre in forse, stavolta garantire la continuità per un quadriennio è segnale forte. «E' il segnale della fiducia nel nuovo direttore. Mueller è un professionista d'indiscusso valore, con una lunga esperienza di festival alle spalle». Negli ultimi tempi però ha fatto il produttore. «Troveremo modo che non ci siano conflitti d'interesse». Muller è un esperto di cinema orientale e di ricerca, mentre Urbani auspica una Mostra spettacolare «Alla Mostra c'è posto sia per la ricerca sia per lo spettacolo. L'importante è che i film siano buoni». L'importante è che arrivino i fondi «Faremo di tutto per farceli dare. Per rilanciare la Mostra è necessaria la riqualificazione di tutta un'area destinata alla "Cittadella del cinema". E progettare un nuovo Palazzo». Quali saranno i criteri della annunciata verifica? «Il riscontro che la Mostra avrà tra pubblico e mercato». Un augurio al nuovo direttore? «Che faccia una bella Mostra. "Deve" farla bellissima».