A dirlo è un vescovo più che soddisfatto: ho vinto la scommessa E subito Giusti ne lancia un'altra: faremo grande Livorno LIVORNO. «Quando l'anno scorso dissi che per Natale 2008 avrei inaugurato il museo diocesano ci furono diverse battute. Oggi posso dire che questa scommessa è stata vinta». Era un vescovo Simone Giusti in grande forma quello che ieri mattina ha presentato alla stampa il nuovissimo museo della diocesi. In Curia in effetti hanno lavorato a tempi di record. Già il 22 dicembre, con il taglio del nastro ufficiale, l'ex cappella-biblioteca del seminario Gavi vedrà esposti i tesori. Erano riposti nei vari armadi e magazzini delle chiese livornesi: suppellettili sacre, ostensori, codici antichi, reliquiari, statue lignee ed alcuni dipinti. Secondo lotto. «Ma questo è solo il primo lotto - annuncia il vescovo - subito partiranno anche i lavori per il secondo lotto che sarà dedicato soprattutto ai tessuti, il vero tesoro che rende unica Livorno in Toscana. Questo lotto sarà consegnato alla città per Natale 2009». Il museo sarà intitolato alla memoria di don Leonello Barsotti, il prete che ha donato alla diocesi 350mila euro destinandoli proprio alla realizzazione dell'opera. Poi Giusti ha buttato sul piatto tutta una serie di progetti legati, per usare le sue parole, «all'idea di "vendere" una "Livorno della cultura"». Museo high-tech. Niente fini speculativi, precisa ovviamente Giusti. «Qui si tratta di rendere fruibile a tutti le opere d'arte che la città possiede usando ogni possibile mezzo». Da qui l'idea di fare del nuovo museo diocesano un museo high-tech. Come? Intanto verrà realizzata una sala multimediale per i bambini. Ma la novità grossa sta nel Bee Tagg, un nuovissimo ritrovato della tecnologia. Di che si tratta? Basterà un semplice telefonino con collegamento web per accedere, tramite un codice di riconoscimento, ad una guida multimediale delle opere esposte. «Abbiamo chiesto - dice Giusti - all'azienda Megamente di aiutarci a rendere fruibile il museo anche ai giovani che hanno grande dimestichezza con le nuove tecnologie». Cooperativa e universita'. Poi Il vescovo rilancia l'idea della coop di giovani laureati in beni culturali che offrirà servizi per il museo diocesano. L'idea è di farla partire dalla prossima estate. «L'obiettivo - dice il vescovo - è portare al sistema museale ecclesiale almeno 50-60mila persone l'anno, il 10 dei croceristi che attraccano a Livorno». È stata poi già avviata una collaborazione museo-Università di Pisa. A spiegarla il prof. Marco Collareta del dipartimento dei storia delle Arti. «Al museo verranno svolti i corsi di storia delle arti applicate e di museologia della nostra scuola di specializzazione. Così gli studenti potranno vedere dal vivo come si costituisce un museo». Gianluca Della Maggiore