Argentiera: con la definizione del centro matrice voluta dalla Regione i vincoli si allargano e la società romana che possiede gran parte (circa 650 ettari) della perla ricadente nel comune di Sassari si rivolge al Tar di Cagliari. L'Argentiera spa, ha promosso un ricorso contro il comune di Sassari, la regione Sardegna, il ministero per i Beni e le Attività culturali, la provincia di Sassari e il parco geominerario storico e ambientale della Sardegna per l'annullamento della deliberazione del consiglio comunale di Sassari numero 88 del 31 luglio 2007 e "ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente". Gli atti riguardano i "Centri di Antica e Prima formazione, meglio noti come "centri matrice". Nella delibera citata nel ricorso i consiglieri turritano hanno approvato sia il restringimento del centro matrice del centro storico di Sassari - per cui Efisio Planetta, Psd'az, aveva parlato durante la seduta di «fretta, motivata da esigenze "dell'imprenditoria locale"» -sia l'allargamento del centro matrice dell'Argentiera. Dopo la verifica e integrazione delle perimetrazioni dei centri matrice la pratica è andata a fare parte integrante del Piano paesaggistico regionale. La notizia di un'impugnazione è arrivata a Palazzo Ducale a metà novembre dell'anno scorso, il 13 novembre di quest'anno il responsabile del settore Pianificazione e Gestione del territorio ha espresso parere favorevole alla costituzione e resistenza in giudizio da parte del Comune. Non è certo il primo ricorso della società: la Spa, "in persona del suo legale rappresentante pro tempore", Fabio Brandimarte, attraverso l'avvocato Amedeo Mandras aveva deciso di ricorrere al Tar nel febbraio 2006. La società aveva già proposto un ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il Ppr "con motivi di censura specifici e senza lamentare vizi procedurali". Un ulteriore ricorso al Tar era stato promosso dalla società contro una seconda variante generale al Prgc con modifica, per l'Argentiera, della destinazione dei terreni fuori borgata da turistico ad agricola. Il pericolo che il nuovo ricorso possa rallentare ulteriormente lo sviluppo della borgata non è da escludere.