Lanzo La vecchia funicolare tra il Belvedere di Lanzo e Santa Margherita di Valsolda andrà ai Comuni senza alcun aggravio di spesa per gli enti pubblici coinvolti. A confermarlo il Pirellone, dopo un vertice tra i rappresentanti dell'Unità operativa patrimonio e Servizi della Regione Lombardia, del Consiglio Regionale, del Comitato pro funicolare e dei comuni a cui sta a cuore il progetto di recupero. Soddisfazione è stata espressa anche dai consiglieri regionali comaschi Luca Gaffuri, Edgardo Arosio e Gianluca Rinaldin per il percorso di valorizzazione a cui si è dato avvio che porterà, tra breve, alla firma di un protocollo di intesa e che coinvolgerà, oltre a Regione e Comuni, anche l'Amministrazione provinciale. «Non è escluso un eventuale ripristino dell'impianto a fini turistici - spiega il sindaco di Lanzo, Patrizia Zanotta - anche se attualmente la proposta più concreta resta quella di un eventuale recupero a fini museali. Gli immobili, secondo i tecnici della Regione, non hanno valenza storica considerato anche il loro stato di decadenza, mentre assumono particolare valore storico e culturale le carrozze e le macchine. Resta comunque inteso che qualsiasi progetto verrà portato avanti, si dovrà tenere conto necessariamente del fine pubblico. Un utilizzo diverso anche ai fini di trasporto non sarebbe consentito. «La riattivazione dell'impianto da parte dei privati resta una soluzione ma, ripeto, l'utilizzo deve rispettare il fine pubblico anche se, per realizzarlo, non può essere utilizzato denaro pubblico ma denaro proveniente da privati», conclude il sindaco Zanotta. Per il consigliere regionale del Partito Democratico Luca Gaffuri in questo momento «è importante preservare la proprietà per poterla assegnare ai comuni e alla Provincia. Per la stazione a valle si potrebbe creare un punto di accoglienza, inserito nel progetto per la realizzazione della pista ciclabile da parte del comune di Claino con Osteno, mentre per la stazione a monte, l'ipotesi più plausibile resta quella della creazione di un museo. Non è esclusa però - conclude Gaffuri - la riattivazione dell'impianto ai fini turistici se, a farsi avanti, sarà una società privata, con capitale interamente privato, che abbia interesse a farlo». Francesco Aita 04122008