Belle Arti, la rivolta dei docenti contro il presidente Romiti Ritenuta "poco dignitosa" la sede a Testaccio di Macro offerta dal Comune gratuitamente Poco dignitosa. Cesare Romiti, presidente dal febbraio 2007 dellAccademia di Belle Arti, ha liquidato così lipotesi "Macro Future", la sede del Museo di Arte Contemporanea del Testaccio, che avrebbe dovuto ospitare, a partire da ottobre 2009, la mostra Scuole romane. I maestri dellAccademia di Belle Arti di Roma. Tanto che il comitato curatore della mostra ha dovuto interrompere i lavori. Perché, appunto, la sede di Macro, come si legge nei verbali di riunione del consiglio di amministrazione, «non appare dignitosa né adeguata allimportanza della mostra progettata». Al posto di "Macro Future", che il comune avrebbe concesso allAccademia di Belle Arti per quattro mesi e in via gratuita, il presidente Romiti - «arrogandosi una competenza che non è dellamministrazione, ma spetta soltanto alla direzione artistica e didattica della scuola», spiegano i docenti dellAccademia - ha proposto il Chiostro del Bramante. Cè solo una "piccola" differenza: il Chiostro è gestito, per conto del vicariato, da una società privata. Il suo affitto, per le mostre, si aggira intorno agli 80 mila euro al mese. Il presidente Romiti ha perciò proposto di affittare, a quella cifra e per un solo mese contro i quattro (gratuiti) offerti dal comune, il Chiostro. Probabilmente perché prestigioso e più dignitoso? Volevamo una risposta da Romiti stesso, per fugare tutti i dubbi che la vicenda ha alimentato, ma una sua collaboratrice, ieri, ci ha spiegato che il presidente Romiti era «fuori sede». Il comune aveva anche indicato per lorganizzazione della mostra Zetema, la società in house comunale che si occupa di eventi culturali. La cifra indicata da Zetema per levento era di 20 mila euro: la presidenza dellAccademia ha insistito, in un incontro con Alemanno, per lassegnazione dellorganizzazione tramite una gara, anche se quando la cifra non supera i 20 mila euro è possibile procedere per affidamenti diretti. «E perché per la sede, invece, non viene proposta nessuna gara, ma si indica direttamente un luogo che costa 80 mila euro?» si domandano parecchi docenti dellAccademia. Oltretutto, argomentano, la sede del Macro Future al Testaccio - padiglioni ottocenteschi tra i più importanti esempi di archeologia industriale ancora esistenti - si trova esattamente di fronte ai nuovi locali dellAccademia, attualmente in ristrutturazione, che si inaugureranno, almeno in parte, proprio a ottobre, in concomitanza con la mostra. Di questo e di altre problematiche dellAccademia discuteranno i docenti la prossima settimana in una riunione collegiale. Allordine del giorno anche il problema del consiglio accademico. Solo di recente si è infatti saputo che è stato eletto «in maniera illegittima», quando era direttore artistico Gaetano Castelli al quale è subentrato lo scorso anno Gerardo Lo Russo. Lo statuto dellAccademia infatti prevedeva lelezione di 11 consiglieri. Ne era stata richiesta la modifica per arrivare ad eleggerne 13. Le elezioni, però, si sono tenute - allinsaputa dei docenti - seguendo il nuovo statuto, che non era ancora stato approvato: la ratifica con decreto del ministero dellIstruzione è arrivata infatti solo due mesi dopo lelezione dei 13 consiglieri. E i docenti, in attesa del 15 dicembre, hanno annunciato che è già stato presentato un esposto al ministero dellIstruzione.