Completata lultima tranche dei lavori: sabato 20 dicembre linaugurazione Conto alla rovescia per la riapertura della Palazzina cinese, uno dei monumenti simbolo della città, chiusa da oltre ventanni, se si escludono alcune iniziative straordinarie che hanno visto unenorme partecipazione di pubblico. Ora il traguardo è in vista: le porte della sontuosa ed eccentrica dimora borbonica si riapriranno sabato 20 dicembre. Lultima tranche dei lavori di restauro, portati avanti dalla Soprintendenza ai Beni culturali e finanziati con oltre due milioni e centomila di euro di fondi europei, è durata tre anni e mezzo. Ha riguardato lavori edili su terrazzi e scale, il restauro delle pitture che ricoprono per intero i prospetti esterni e delle opere artistiche interne - dipinti, stucchi, lampadari, tessuti - la realizzazione del nuovo impianto elettrico, di quelli antincendio e di sicurezza. Progettata dallarchitetto Venanzio Marvuglia per lesilio forzato a Palermo di re Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina tra il 1798 e il 1802, la Palazzina venne costruita su una preesistente casina in stile cinese di proprietà del barone Giuseppe Lombardo della Scala. I documenti la descrivono come luogo ameno dove il re amava intrattenersi coi suoi ospiti tra balli e pranzi, battute di caccia ed esperimenti botanici. Per realizzare il parco, nel 1799, furono espropriati i terreni sotto il fianco di Monte Pellegrino degli Ajroldi, Salerno, Pietratagliata, Niscemi, Vannucci, Malvagia e Lombardo. Nel 1802 Marvuglia consegna palazzina e parco al re, che vi si trasferisce dalla vicina residenza dei Bordonaro. Dopo vari passaggi, la Palazzina (o Casina) cinese passa dallo Stato alla Regione. Che con una convenzione cede parco e palazzina al Comune, a tuttoggi gestore e custode del monumento. Lo stato di degrado della Palazzina esplode nel 1973, quando una grossa infiltrazione dacqua causa il crollo del ballatoio di un balcone che guarda verso Mondello. Nel 1988 la Palazzina viene definitivamente chiusa al pubblico. Stop anche ai matrimoni civili che si celebravano al piano nobile. Lultimo guardiano va in pensione e i cancelli vengono chiusi. Di tutta la Palazzina rimangono accessibili la parte antistante, come rotatoria per le auto che attraversano il parco, e la retrostante Città dei ragazzi. Nel 1994, a ventanni dal primo crollo, con 800 milioni di lire vengono consolidate le murature esterne e il sistema piovano. Il progetto di togliere lasfalto bituminoso del viale per sostituirlo in terra battuta non avrà mai seguito. Intanto gli arredi vengono trasferiti a Villa Niscemi. Nel 1999 verranno consolidati due prospetti, due padiglioncini e la guardiola del piazzale. Con un ulteriore finanziamento europeo, nel 2005, viene avviato lultimo lotto. Adesso la Palazzina cinese alza il suo sipario, mostrandosi a unintera generazione che non ha mai potuto visitarla.
PALERMO - Palazzina cinese, finiti i restauri dopo ventanni si aprono le porte
La Palazzina cinese, uno dei monumenti simboli della città, è stata chiusa al pubblico per oltre ventanni. Il restauro è stato completato con la fine dellultima tranche di lavori, finanziato con oltre due milioni e centomila di euro di fondi europei. La struttura è stata progettata dallarchitetto Venanzio Marvuglia per re Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina. La Palazzina è stata costruita su una preesistente casina in stile cinese e include un parco con espropriati terreni. Dopo vari passaggi, la Palazzina è stata ceduta al Comune, che la gestisce e la custodisce.
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