Terminato il recupero del Buonamici, sabato sarà inaugurato. Il presidente Logli: «Sarà destinato agli eventi ma sarà anche uno spazio museale all'aperto». PRATO. Un regalo di Natale a sorpresa per i pratesi. Sabato prossimo la Provincia riapre lo storico cancello del giardino Buonamici, scrigno insospettato della storia più antica della città. Ai primi visitatori si rivelerà un luogo singolare: l'originale giardino pensile - interamente recuperato nel suo spazio - è stato integrato con un vasto parco archeologico che documenta le origini medievali di Prato. «Con la definitiva sistemazione del giardino - sottolinea il presidente della Provincia, Massimo Logli - si completa la riconsegna di Palazzo Buonamici ai pratesi. L'inaugurazione di sabato segna l'avvio una nuova vicenda di vita per questo originale spazio del centro storico. Il giardino sarà uno spazio per lo svolgimento di eventi ma anche uno spazio museale all'aperto. La cerimonia di inaugurazione si terrà alle 11. Parteciperanno con gli amministratori, la Soprintendente per i Beni architettonici, Paola Grifoni e il professor Giovanni Carbonara, esperto di restauro e consulente del progetto di sistemazione che è stato seguito dall'assessore ai Lavori pubblici, Maria Luisa Favi, e curato dal gruppo coordinato dal professor Claudio Galli. La "sorpresa" costituita dal ritrovamento delle preesistenze medievali - un pezzo delle mura più antiche della città, il basamento della torre in alberese mozzata, un tratto di strada lastricata - ha modificato decisamente la prima ipotesi di recupero integrale del giardino. La Provincia quindi, come ricorda l'assessore Favi, ha dovuto cambiare i suoi piani originari: «Con questa soluzione siamo riusciti a integrare le testimonianze di un passato lontano, quando lo spazio del Buonamici era occupato dalla città più antica, e le vicende più recenti legate al palazzo, guardando alla valorizzazione per il futuro». Mettere insieme le diverse esigenze non è stato facile. «Siamo arrivati al progetto definitivo attraverso un percorso travagliato ma proficuo per i risultati, il ritrovamento dei resti archeologici ha condizionato la nuova progettazione e ha fatto discutere. Alla fine è stata trovata una buona soluzione» ha affermato la soprintendente Paola Grifoni qualche tempo fa. Il progettista Galli presenta «una rilettura in chiave moderna del giardino che ha come perno di riferimento la torre mozzata dei Guazzalotti». Il "nuovo" giardino coniuga la fruizione delle preesistenze storiche, la sistemazione generale dell'area verde, la rifunzionalizzazione del giardino per nuovi usi e la riappropriazione del legame tra il palazzo e il giardino pensile. Lo spazio si articola tra diverse aree funzionali: sito archeologico (con percorsi di visita), zona verde, spazio all'aperto per conferenze e incontri pubblici, spazio ristoro con bar e sedute. E' stato disegnato in continuità con la geometria rinascimentale preesistente che coniugava il rapporto tra spazio verde e aperture di porte e finestre del palazzo. Entrando dal cancello di piazza Buonamici, attraverso una passerella-ponte in acciaio e legno, si supera il sito archeologico. Sarà possibile affacciarsi su quest'ultimo, che comunque resterà accessibile da entrambi i lati grazie all'installazione di una scala metallica sul lato nord del ponte e di una gradinata sull'altro lato. Al termine sud del ponte è stata ubicata la prima zona di sosta (la "piazza"), che avrà una finitura pavimentale in pietra. Oltre la "piazza" si trova la zona ristoro bar con sedute, separata mediante una linea d'acqua e un leggero segno di attraversamento a portale architettonico. Nella parte del giardino pensile recuperata è stata creata una vasta zona incontri e conferenze. Il giardino nasce come completamento esterno del palazzo Banci Buonamici, e risale al XVIII secolo. Fu realizzato interrando e demolendo parzialmente un tessuto edilizio preesistente e stratificato, al fine di creare un piano sopraelevato piantumabile configurato come "spazio di delizia" da utilizzare durante le stagioni calde, secondo i gusti e le mode dell'epoca. Con l'abbandono del palazzo da parte dei Banci Buonamici il giardino perse la funzione originaria e fu relegato a funzioni di ordine secondario. Il palazzo fu adibito a sede di un istituto bancario sul finire degli anni'50 del XX secolo, ed in tale periodo gran parte del lato ovest del giardino fu sbancato e distrutto per consentire l'espansione del piano terra del palazzo per usi legati all'attività commerciale.
PRATO - Torna ai pratesi il " giardino delle delizie"
La Provincia di Prato ha deciso di aprire il cancello del giardino Buonamici, un luogo storico del centro della città, per permettere ai visitatori di accedere al giardino pensile recuperato. Il giardino, che risale al XVIII secolo, era stato utilizzato come spazio di delizia per le famiglie ricche di Prato. Tuttavia, con l'abbandono del palazzo da parte dei Banci Buonamici, il giardino perse la sua funzione originaria e fu relegato a funzioni di ordine secondario. La Provincia ha deciso di riappropriare il giardino e di trasformarlo in uno spazio museale all'aperto, che sarà anche uno spazio per lo svolgimento di eventi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo