Avranno il posto che meritano. La direzione del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano ha deciso di dare una nuova collocazione al Trono di Mantova e al Virgilio in Cattedra. Dal 2005 - anno d'apertura del Museo - le due opere danno il benvenuto ai turisti nell'atrio biglietteria. Posizionamento più provvisorio e un po' illogico che da biglietto da visita. La recente scoperta che il Trono di Mantova o di Virgilio fu tutt'altra cosa e in tutt'altra parte geografica ha convinto i responsabili di San Sebastiano al trasloco. Il Trono è un sedile di rango del teatro di Notion, II secolo avanti Cristo, Asia Minore, attuale Turchia. E il romanico Virgilio in Cattedra è preteso nelle sale superiori. Lui e il suo ex Trono si separeranno. Il direttore del Museo della Città prefigura la separazione e le nuove collocazioni. Il Trono di Mantova (non più di Virgilio) potrebbe essere esposto nella Camera dei Brevi, dove ora ci sono le sfingi greche con teste romane. Ambiente che ospita la sezione dedicata al culto dell'antico e dove sono appunto ordinati marmi del mondo classico collezionati dai Gonzaga. La Camera dei Brevi è stata recentemente restaurata. La volta propone un'ulteriore impresa gonzaghesca: una pioggia di lettere, tipo "pizzini", in caduta libera sul visitatore. Invece il Trono di Virgilio, duecentesco, fino al 2005 in Palazzo Ducale, dovrebbe essere destinato alla sezione dedicata al Percorso del Principe, nella Sala dei Trionfi. Si tratta di ipotesi, che Benetti motiva ricordando che l'opera (cugina del gotico Virgilio murato in piazza Broletto) era al Palazzo della Ragione. La scoperta innesca la rivoluzione dentro un Museo allestito da neanche quattro anni. Va bene così. È giusto. Il trasloco imminente conferma che un luogo espositivo non è una dispensa e neanche un sarcofago. Le novità sul Trono sono eccezionali. Non si sapeva e ancora non si sa come sia arrivato a Mantova e perché. La leggenda pretendeva che fosse stato il seggio di Virgilio. Era opinione che fosse invece un'opera antica, probabilmente incompiuta, rilavorata dove sono i grifi con testa leonina (le gambe scolpite) nel medioevo, epoca ottoniana. Quando il Trono ha lasciato la Galleria delle Metamorfosi di Palazzo Ducale per raggiungere la nuova sede insieme agli altri pezzi della collezione civica, è stato visto da Salvatore Settis. Visto e preso in serissima considerazione. Settis ha affidato la ricerca (il pezzo è di grandissimo interesse) Carmine Ampolo del dipartimento di scienze archeologiche della Scuola Normnale Superiore di Pisa che ha voluto nello staff Cecilia Parra. Il 3 ottobre scorso è avvenuta l'operazione necessaria e determinante: il prelievo di un po' di marmo. Una grattugiata di Trono. La polvere è stata analizzata da Lorenzo Lazzarini del laboratorio analisi di materiali antichi dell'Università di Venezia per l'esame della sezione sottile e quello isotopico dei campioni. Altra porzione è stata invece affidata a Massimo Oddone del dipartimento di chimica generale dell'Università di Pavia per l'attivazione neutronica. Mobilitazione generale. In attesa del responso finale e dettagliato l'archeologo Ampolo ha fatto sapere al direttore del Museo Benetti e al sindaco Fiorenza Brioni che il Trono in marmo bluastro ha un gemello nell'attuale Turchia, anch'esso con grifi leonini, il nome del possessore e la dedica a Dioniso. Si tratta di un sedile d'onore del teatro greco di Notion, presso Colofone, sulla strada fra Kushadasi e Seferhisar (vicino a Efeso). Gli scavi nel villaggio Ahmetbeyli potrebbero essere determinanti. Il teatro di provenienza è stato parzialemnte scavato fra il 1985 e il 1986.
MANTOVA - Trono dedicato a Dioniso Rivoluzione al Museo
Il Museo della Città di Palazzo San Sebastiano ha deciso di trasferire il Trono di Mantova e il Virgilio in Cattedra a una nuova collocazione. Le due opere danno il benvenuto ai turisti nell'atrio biglietteria dal 2005. Tuttavia, la recente scoperta che il Trono di Mantova è un sedile di rango del teatro di Notion, II secolo avanti Cristo, in Asia Minore, attuale Turchia, ha convinto i responsabili del museo al trasloco. Il Trono potrebbe essere esposto nella Camera dei Brevi, dove sono appuntamente ordinati marmi del mondo classico collezionati dai Gonzaga.
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