Debutto al buio per le cinque nuove sale che arricchiscono il percorso del più antico museo d'Europa. E dopo appena ventiquattr'ore dall'apertura ufficiale, sui Nuovi Uffizi si sono abbattute le prime... ombre. Quelle provocate dal black-out del sofisticato impianto di illuminazione voluto dall'architetto Piero Castiglioni e realizzato ad hoc per tutta la Galleria, già entrato a regime nelle nuove sale del piano nobile. «Un sistema di minimo impatto visivo, capace di garantire su ogni parete uguali valori di illuminazione con luce diffusa indiretta», spiegò con orgoglio il direttore generale per i Beni architettonici e il paesaggio, Roberto Cecchi, davanti al ministro Giuliano Urbani il giorno della presentazione del progetto esecutivo. Bello, bellissimo. Un vero prototipo. Che però ieri mattina, a causa del surriscaldamento provocato dalle otto lampadine che ogni corpo illuminante contiene, ha iniziato a fumare, fra la perplessità dei visitatori e le proteste del personale. Immediatamente i custodi hanno avvertito la direttrice della Galleria, Anna Maria Petrioli Tofani, e poco dopo è arrivato anche il team composto da soprintendenti e ingegneri, che si trovavano agli Uffizi per la settimanale riunione di «monitoraggio» del cantiere. «Impossibile tenerli accesi», la sentenza degli addetti ai lavori: così il complesso impianto dei flussi luminosi (otto o dodici apparecchi in ogni sala, ognuno dei quali contenente otto lampadine, e questo per cinque sale), è stato disattivato, in attesa di trovare una soluzione. «Effettivamente si sono verificati problemi con il nuovo sistema di illuminazione delle sale di levante degli Uffizi (dedicate a Caravaggio, ai caravaggeschi e ai pittori emiliani del Seicento, ndr) conferma il direttore generale del ministero, Roberto Cecchi ma contiamo di risolvere la situazione al più presto». Nel frattempo l'ostacolo è stato aggirato aprendo le tende (finché c'è stata luce naturale: fortunatamente ieri c'era il sole), quindi ricorrendo a «piantane» appoggiate sul pavimento. Lampade di vecchio tipo, ma efficaci.
Uffizi, in fumo le luci high-tech
Il Museo degli Uffizi ha aperto le sue nuove sale dopo ventiquattro ore. Il sistema di illuminazione voluto dall'architetto Piero Castiglioni ha causato problemi, a causa del surriscaldamento delle lampadine. I custodi hanno disattivato l'impianto e hanno trovato una soluzione temporanea, aprendo le tende e utilizzando piantane appoggiate sul pavimento. Il direttore generale del ministero, Roberto Cecchi, ha confermato che si sta lavorando per risolvere la situazione. Il problema è stato risolto per il momento, ma il sistema di illuminazione è stato disattivato per il momento. Il Museo degli Uffizi è stato in grado di aggirare l'ostacolo e di offrire ai visitatori una visita piacevole.
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