«Ma l'illuminazione già c'è, soltanto la Regione ha investito» Penso che ci sia un problema di deficit informativo. L'illuminazione notturna degli scavi di Pompei già c'è e funziona alla grande. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parla di Pompei con argomenti che gli sfuggono di mano. In perfetta buona fede, intendiamoci. Ma tuttavia se c'è il progetto ministeriale di cui si parla bisognerebbe mettere in chiaro alcune cose». Marco Di Lello, assessore regionale ai Beni culturali, commenta così l'annuncio del presidente del Consiglio sul progetto di illuminazione del sito archeologico più famoso del mondo. Assessore, che c'è da mettere in chiaro? «La Regione non sa nulla del progetto, anche se la competenza sui beni culturali la riforma del titolo quinto della Costituzione l'affida alla Regione. Il problema non è tuttavia di competenze». Allora, qual è il problema? Si sente scavalcato? «Il problema è che la Regione tra fondi propri ed europei ha investito 50 milioni di euro su Pompei. Non è giusto dimenticarlo o ignorarlo. Però, se il Governo centrale ha deciso di investire insieme con la Regione su Pompei e in Campania non si può che essere contenti, visto che sono due anni che non lo fa. Aspetto i fatti». Non crede al progetto integrativo del presidente Berlusconi? «Ho detto semplicemente che aspetto i fatti, perché un progetto di illuminazione a Pompei è stato realizzato e con grande successo, al punto che abbiamo dovuto rinunciare a migliaia di prenotazioni per le visite di notte. Venne il ministro Urbani, con Bassolino, a inaugurarlo. Probabilmente Urbani non ha fatto sapere alcunché a Berlusconi». Magari è un progetto più completo? «Non credo. In queste settimane si stanno facendo ulteriori lavori per perfezionare gli impianti acustici e luminosi con uno stanziamento di 200mila euro. L'obiettivo è migliorare la godibilità del percorso. Le visite notturne riprenderanno a marzo e poi si andrà avanti per sempre». Anche d'inverno? «Anche. Lo abbiamo verificato con le centinaia di visite a dicembre e ai primi di gennaio. I turisti hanno affrontato volentieri il freddo pur di immergersi in una atmosfera di luci, suoni e immagini senza tempo nel parco degli scavi. Ottomila visitatori, turni per cento turisti alla volta sempre pieni e, ripeto, una valanga di prenotazioni».