Dissensi a Daniele Gatti. Fuori la protesta della scuola Solo otto minuti di battimani, regista contestato. I Cobas: "La Scala simbolo di spreco" MILANO - Un successo con luci e ombre. Otto minuti scarsi di applausi hanno accolto alla fine il Don Carlo di Verdi che ha inaugurato ieri la stagione della Scala: non molti per una "prima". E non sono mancate le contestazione: al direttore Daniele Gatti, alla fine mescolate a tanti e calorosi applausi, ma ben sostenute allinizio del secondo e del terzo atto, forse perché considerato lartefice della sostituzione allultimo minuto del tenore calabrese Giuseppe Filianoti nel ruolo del protagonista con lamericano Stuart Neill, alla fine commosso in proscenio anche se in parte fischiato anche lui da una parte del loggione, come Anatolij Kotscherga nel ruolo del Grande Inquisitore. Una serata tesa. Fuori dal teatro, con la contestazione del Cobas e degli studenti della rete scuola contro i vip della Prima: «La Scala è un simbolo di spreco. Ingrassano i pescecani della finanza e si tagliano i salari, la scuola, la sanità e i servizi sociali». Dentro, con il pubblico che per sciogliersi in un applauso convinto a scena aperta ha dovuto aspettare il duetto del terzo atto tra Filippo II e il Grande Inquisitore. Per la cronaca, anche questultimo sostituito con il basso Anatolij Kotscherga per il perdurare dellindisposizione di Matti Salminen. Un successo personale per il soprano Fiorenza Celdolins, il basso Ferruccio Furlanetto e per il mezzo soprano Dolora Zajick. Contestazioni più sostenute per la regia e le scene essenziali, ma eleganti di Stéphane Braunschweig e i costumi, in parte depoca e in parte anni 30 di Thibault van Craenenbroeck che hanno realizzato uno spettacolo che ha diviso il pubblico. Lo stilista Stefano Gabbana ha definito la scenografia «cimiteriale». Ma a fine serata il loggione, frequentato dai melomani, decreterà che questa è stata una prima "appena accetabile" tiepida. Il clima poco disteso si respirava, ieri, anche in platea e nel foyer. Basti pensare che il tema dominante della discussione dei tanti big della finanza durante i due intervalli era la crisi economica. Oltre naturalmente alla polemica per la sostituzione allultimo momento del protagonista dellopera. Per il sindaco Letizia Moratti, è stata «una Prima nel segno della milanesità». Con la presenza di cinque capi di stato, per lo più di paesi africani, e cinque ministri (Ignazio La Russa, Angiolino Alfano, Sandro Bondi, Gianfranco Rotondi e Maurizio Sacconi in platea. Oltre alla moglie del premier Silvio Berlusconi, che alla fine inspiegabilmente non è più venuto. «Non sono una fra le fortunate mogli che sanno sempre tutto del marito - ha commentato scherzosamente Veronica Lario - Comunque lo spettacolo mi è piaciuto moltissimo. Soprattutto linterpretazione della Cedolins. Il tenore che ha sostituito Filianoti mi piace, ma mi piacerebbe venire a sentire anche laltro». Anche loncologo Umberto Veronesi non è convinto: «Non ho capito perché lhanno sostituito allultimo momento. La regia è buona anche se non comprendo il significato del bambino che sale nel cielo nella scena dellautodafé. Certo questa è unopera fortemente anticattolica. Non a caso Verdi si è ispirato al lavoro di Schiller». Per létoile Roberto Bolle «I costumi sono molto belli, ma la scenografia è un po statica e certo non aiuta la dinamicità dellopera». Il sovrintendente della Scala Stéphane Lissner alla fine è soddisfatto. Tira un sospiro di sollievo e non vuol sentire parlare di polemiche: «È stata una Prima umanamente difficile, ma stupenda. Succede anche nelle partite di calcio. Gioca chi è più in forma. È una cosa che va bene per un cantante e male per un altro. Il teatro non può essere felice, ma noi abbiamo la responsabilità musicale». Anche il banchiere Giovanni Bazzoli difende Daniele Gatti: «Non capisco perché fischiarlo. È evidente che si tratta di una vendetta per la sostituzione del tenore. Lo spettacolo è bellissimo».
MILANO - Don Carlo, fischi e applausi tensione alla prima della Scala
La Scala di Milano ha inaugurato la stagione con la prima di Don Carlo di Verdi, con un successo personale per i cantanti Fiorenza Celdolins, Ferruccio Furlanetto e Dolora Zajick. Tuttavia, la serata è stata segnata da contestazioni e polemiche, in particolare per la sostituzione allultimo minuto del tenore Giuseppe Filianoti con Stuart Neill. La regia e le scene sono state criticate per essere eccessivamente semplici e statiche. Il pubblico ha risposto con applausi scarsi, e il loggione ha dichiarato che la prima era "appena accettabile". La sostituzione del protagonista ha anche suscitato polemiche, con alcuni critici che hanno accusato Daniele Gatti di aver fatto una "vendetta".
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