LA DONNA CHE PREVEDE IL FUTURO DEI MUSEI Carolyn Christov-Bakargiev oggi è forse la donna più potente del mondo dellarte. Bionda, capelli ricci, occhi azzurri, figlia di una signora piemontese e di un medico bulgaro emigrati negli Stati Uniti, sposata, due figli, è il direttore della prossima edizione di Documenta, la tredicesima, in programma per il 2012 a Kassel, e dal mese di gennaio sarà anche direttore del museo Castello di Rivoli di Torino, di cui è già capo curatore. Rivoli è una delle istituzioni più importanti dEuropa; Documenta, che si tiene ogni cinque anni, è tra le manifestazioni più significative dellarte contemporanea. Carolyn Christov-Bakargiev era uno dei sei candidati scelti dal board di Documenta. Gli altri - Lisette Lagnado, Catherine de Zegher, Massimiliano Gioni, Viktor Misiano, Douglas Fogle - sono stati scartati dopo una durissima selezione. Carolyn Christov-Bakargiev è stata contattata nel mese di agosto poco dopo aver inaugurato la Biennale di Sidney che era a lei affidata. Il consiglio di amministrazione di Documenta lha invitata a partecipare al concorso, a presentare un saggio: «Era un testo sul futuro dellarte. Tre domande di fondo: la metodologia che intendevo seguire per la mostra, il ruolo di Documenta nel mondo e una difficile questione: cosè necessario? Ho scritto questo testo ma senza sapere chi erano i commissari. Ho consegnato il saggio e sono stata invitate a Kassel per un colloquio». Che tipo di colloquio? «È stata una cosa alla James Bond. Tutti e sei i candidati erano a Kassel, nascosti in alberghi di periferia in modo che non potessero incontrarsi. Sono venuti a prendermi, ho avuto due colloqui e alla fine, dopo una lunga attesa, domenica sera mentre stavo leggendo un articolo sul marchese de Sade, ho ricevuto una telefonata e ho saputo che ero stata scelta. Ovviamente ho accettato. La notizia è subito rimbalzata su Internet». Un saggio, numerosi colloqui qual è lidea di massima per la tredicesima edizione di Documenta? «Mancano ancora tre anni e mezzo e in un lasso di tempo così lungo il mondo può essere completamente cambiato. Dire qualcosa è prematuro. Io non ho presentato alcun progetto per Documenta, non ho fatto nomi di artisti. In pratica ho commentato un testo di Gertrud Stein del 1926, una conferenza che tenne a Oxford e Cambridge poi pubblicata con il titolo Composition as explanation. Il saggio che ho fatto è legato allintervento della Stein: la rivoluzione è anche ripetizione ma non è mai la stessa. Occorre rivedere la figura del curatore: è e deve essere vicina allartista. E dobbiamo rivedere il mondo dellarte che oggi è estremamente diviso tra collezionisti, curatori, mercanti. È uno stato di separazione e di guerra in cui gli artisti sono stati depotenziati, hanno meno autorità rispetto al passato, agli anni di Beuys ad esempio. È un corpo disarticolato e cè bisogno di un grande lavoro». Lei però ha indicato la parola "profondità" come fil rouge di Documenta. Cosa intende? «Siamo ormai in pieno tempo di Internet, che ha cambiato tutto. È vero che lidea esisteva anche prima, cè sempre stata. Ma nella vita quotidiana è cosa recente e secondo me ha il valore dellinvenzione della stampa, dei caratteri di Gutenberg. Cambia totalmente il modo di pensare e di relazionarsi con luniverso, cambia il modo di elaborare la memoria. Internet è ovviamente ambivalente». Ambivalente? «Ci sono cose positive e negative. È positiva la scoperta del sapere collettivo. Wikipedia ad esempio ha vinto la sua sfida: tutti prendono e tutti danno allenciclopedia. È uno spazio pubblico. Ma allo stesso tempo cè una spaventosa superficialità: si scorre sulla globalizzazione ad una velocità estrema, senza rendersi ben conto di quello che accade. Superficialità, velocità e svuotamento della soggettività: sono queste le negatività. Nei prossimi anni, dunque dopo la rivoluzione, ci sarà una riscoperta delle singolarità. E questo passa attraverso la profondità, il tempo, il corpo e la sensualità. La profondità viene anche dopo aver perso qualcosa: allimprovviso i valori cambiano». Oltre a Documenta dalla fine dellanno lei guiderà anche il Castello di Rivoli, prenderà il posto di Ida Gianelli che probabilmente andrà alle Scuderie Papali al Quirinale. Ma riuscirà a far tutto? «Il mio impegno sarà massimo. Si fa quel che si deve, si dice. Sono arrivata a Documenta grazie anche al Castello di Rivoli dove ora porto un incarico molto prestigioso. Se avessi detto arrivederci e grazie, se mi fossi trasferita a Kassel sarei stata irresponsabile e ingenerosa. A Rivoli ho avuto molte possibilità, non voglio lasciare il Castello in una situazione difficile e problematica. Ida Gianelli è in partenza e ha fatto un lavoro molto importante e profondo. In questa fase di transizione bisogna mantenere il museo al livello in cui è oggi. Questo è limpegno da prendere».
TORINO Intervista alla Christov-Bakargiev, nuovo direttore di Rivoli e di "Documenta"
Carolyn Christov-Bakargiev è stata scelta come direttore della tredicesima edizione di Documenta, manifestazione di arte contemporanea, in programma per il 2012 a Kassel. È stata una selezione durissima, con sei candidati, tra cui lei, e ha ricevuto un saggio su "il futuro dellarte" per presentare la sua idea. Ha scritto un saggio su Gertrud Stein, che ha commentato la sua figura e il suo ruolo nel mondo dellarte. Ha indicato la parola "profondità" come fil rouge di Documenta, che vuole rivedere il ruolo del curatore e il mondo dellarte, che è diviso tra collezionisti, curatori e mercanti.
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