È buio sui nuovi Uffizi. Al secondo giorno di apertura delle nuove sale, dove sono custoditi il Bacco di Caravaggio, i pittori «caravaggeschi» e le preziose tele di Guido Reni, si è verificato un incidente che avrebbe potuto costare caro a un patrimonio custodito a Firenze ma stimato in tutto il mondo. La nuova illuminazione, appositamente inventata proprio per la Galleria degli Uffizi e installata per l'inaugurazione di mercoledì, è andata in tilt: il surriscaldamento degli innovativi faretti ha causato la fusione di alcuni morsetti e la relativa uscita di fumo maleodorante nelle sale. Nessun danno alle pareti, né tanto meno alle opere o ai turisti che anche ieri affollavano la galleria più famosa del mondo. Ma i timori iniziali dei custodi sono stati tanti, anche perché mentre usciva il fumo dal primo faretto danneggiato si è scatenata la caccia all'estintore perduto. Nelle cinque nuove sale, più la loggia, non era stato ancora piazzato alcun estintore (previsto invece per legge), così se il fumo fosse diventato fiamma la situazione si sarebbe drammaticamente complicata. Per fortuna, il danneggiamento non ha causato altri problemi e gli addetti alla sicurezza, in fretta e furia, sono andati a recuperare un maxi-estintore su carrello che ora è stato posizionato nell'ultima sala, che prima delle scale d'uscita, ospita un piccolo negozio del museo. Il primo giorno tutto era andato bene, ma ieri mattina già si sono avuti i primi problemi, poi proseguiti per tutto il pomeriggio con i commessi costretti ad aprire i finestroni del museo, per far entrare aria e mandare via il cattivo odore di plastica fusa che aleggiava nelle stanze. All'orario di chiusura, per precisa indicazione della direttrice Anna Maria Petrioli Tofani, nelle quattro sale sono state installate una serie di piantane (simili a quelle presenti nei salotti delle abitazioni) in modo da spengere i faretti per dare loro il tempo di raffreddarsi. Solo nella giornata di oggi si faranno una serie prove e tentativi e alla fine si deciderà se sarà opportuno sostituire del tutto i faretti, oppure sarà sufficiente aggiustare quelli presenti (la prima ipotesi è che i morsetti andati in fumo siano stati difettosi). I faretti in questione, posizionati proprio sopra i capolavori, sono rivolti al soffitto: la luce è indirizzata verso le volte del soffitto, mentre un contenitore di alluminio e vetro protegge gli otto faretti da 50 watt l'uno. La questione dell'illuminazione è quanto mai d'attualità agli Uffizi, anche in altri luoghi: le scale che ora sono utilizzate per l'uscita sono dotate di un'illuminazione talmente flebile che il primo giorno una turista è inciampata rovinosamente, per fortuna senza serie conseguenze. Altro tallone d'achille è poi la prevenzione antincendio: se nelle nuove sale non ci sono materiali a rischio (anche se la presenza degli estintori dovrà essere regolarizzata), nel corridoio per arrivarvi le pareti non ancora restaurate sono coperte con superfici di cartongesso, materiale infiammabile, senza che nello stesso spazio si siano posizionati estintori. Anzi, sono attaccati al muro provvisorio potenti caloriferi elettrici. Tutte situazioni che nessun turista e fiorentino avrebbe mai voluto vedere