LA DENUNCIA. Duro attacco di Rifondazione, Pdci, Verdi e Sinistra democratica contro la gestione dell'istituzione All'atto di accusa replica il sovrintendente Girondini: «Se sono a conoscenza di reati informino la Procura» È un dossier voluminoso, quello che la sinistra veronese ha messo assieme dal 2005 ad oggi per denunciare una situazione di «emergenza culturale», che riguarda la Fondazione Arena. Dalla «mancata assunzione» di 20 professori d'orchestra aggiunti, che portò, affermano «anche a tragedie famigliari», agli esposti in Procura su presunte «creste» sui materiali per le scenografie, agli sprechi per "La corona di pietra", fino al licenziamento del capotecnico Aurelio Barbato poi reintegrato dal giudice. La denuncia a 360 gradi coinvolge tutti, compresa l'amministrazione Zanotto e l'attuale, ma soprattutto, denuncia Fiorenzo Fasoli di Rifondazione comunista, i sindacati confederali che in questi anni «hanno messo in atto una cogestione con i poteri politici della Fondazione Arena, nominando dirigenti privi di professionalità ed affiancandosi di fatto ai partiti che hanno inserito nel Cda uomini di cordata, magari simpaticissimi al bar, ma fuori posto in un organo di controllo fondamentale per la città». E aggiunge Dino Facchini, della Sinistra democratica: «Le Fondazioni liriche sono in gravissima crisi, dopo che si è cercato di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite costringendo il Comune ad operazioni puramente contabili, come il passaggio dell'immobile di via Gelmetto e quello futuro di parte dell'Arsenale alla Fondazione Arena per scongiurare futuri commissariamenti». Sottolinea Facchini: «Alle drammatiche prospettive di crisi del settore culturale, Verona prosegue sulla strada dello sfascio, con tagli indiscriminati al personale artistico stabile e precario senza alcun piano di sviluppo. Il tutto nel silenzio assoluto dei maggiori sindacati». Alberto Tosi, da 30 anni flautista precario dell'orchestra areniana, si chiede: «La musica è una risorsa di tutti, o solo una spesa? Al contrario di Paesi come Austria, Svizzera, Germania e Francia, la culla italiana della cultura musicale mondiale rinnega i suoi stessi valori aggiunti, dando loro una connotazione da piccola impresa legata al mercato ed è gravissimo che oggi non si comprenda che sono Verdi, Puccini, Rossini e gli altri geni italiani i protagonisti dello spettacolo, assieme a una grande orchestra com'era quella dell'Arena. Non certo gli strapagati e capricciosi registi». «Su questa emergenza culturale», lamenta Graziano Perini dei Comunisti italiani, «la voce dei poteri forti della città si è ammutolita». Paolo Andreoli, Paolo Ferrari e Giorgio Scarato della Sinistra Arcobaleno, intanto, annunciano che stanno raccogliendo le firme per una convocazione straordinaria del Consiglio provinciale «per affrontare seriamente il problema poiché», sostengono, «l'unico piano industriale esistente è della Camera di commercio e non di personalità competenti del settore». E concludono denunciando «un vuoto di programma» e «una visione della cultura da terzo mondo». LA REPLICA DI GIRONDINI. Alle accuse il sovrintendente Francesco Girondini non ha tardato a replicare. «Se avessi cognizione di fatti che possono costituire reato non esiterei un momento a denunciarli alla magistratura e lo stesso facciano gli esponenti della sinistra se hanno gli elementi per farlo, in caso contrario auspico che siano gli organi inquirenti a sentirli. Il mio compito», continua Girondini, «era garantire la sopravvivenza della Fondazione che era ridotta ad uno stato pre-fallimentare». E aggiunge: «Da cinque anni gli esercizi finanziari avevano perso 17,3 milioni di euro e quindi, dal 2002, per legge, dal momento che i bilanci erano chiusi in perdita, vige il blocco dei concorsi e delle assunzioni». Il sovrintendente ribatte anche alle critiche sulla «scarsa qualità» delle produzioni. «La programmazione invernale al Filarmonico», esclama, «presenta tre concerti sinfonici, un'opera, un'operetta e un balletto in più rispetto alla passata stagione, compresa una serata per l'ultimo dell'anno. Quindi tutti stanno lavorando di più». E continua: «I laboratori stanno lavorando per coproduzioni con Bassano e Padova, su scenografie di "Aida" di Hugo de Ana, e con Venezia e Trieste, per il "Romeo e Giulietta" di Gounod e stanno lavorando a prezzo di mercato con la Fenice per i "Pagliacci"». Girondini, inoltre, rivendica il pareggio di bilancio «nonostante le previsioni per il 2008 della gestione Orazi di 3,8 milioni di deficit». Il sovrintendente, infine, ricorda: «L'attuale corpo di ballo, che ha 24 componenti 16 dei quali con più di 40 anni, è in riduzione da una decina di anni. Ma quello che conta sono i fatti, il resto sono chiacchiere... e debiti».