Concluso il restauro nella basilica di via Oberdan dovè sepolto Aspertini, il "genio bizzarro" cui si deve il repertorio inusuale delle opere recuperate Lintervento, eseguito dallo studio di Silvia Baroni, grazie alla Fondazione del Monte, a un finanziatore privato e alla parrocchia CHE Amico Aspertini, artista protagonista del ?500 bolognese, fosse un «genio bizzarro» oramai è fatto conclamato, epiteto ideato da critici del passato come Cesare Malvasia e Giorgio Vasari, ricordato oggi al grande pubblico grazie alla grande mostra che ancora si può vedere alla Pinacoteca di via Belle Arti. Bizzarro, perché Aspertini era pittore originale, estroso, anticonformista anche quando doveva ideare opere sacre. Come la cappella Boncompagni della Basilica di San Martino Maggiore, in via Oberdan 25, (chiesa in cui Aspertini è stato sepolto), decorata con un repertorio iconografico inusuale, più vicino alle teorie esoteriche ed ermetiche coltivate nel vicino Palazzo Bocchi (in via Goito, sede allora dellAccademia Hermatena), meno adatto forse per laltare di una nobile famiglia che di lì a poco consegnerà alla storia papa Gregorio XIII, allanagrafe Ugo Boncompagni. Angeli con la coda, cani con dorsi irsuti come draghi e code appuntite, animali dai tratti quasi satanici, arpie, capri alati, meduse: sono questi gli elementi che ricorrono nelle lesene, nellarco e nelle parti architettoniche della cappella che testimoniano come il bolognese conoscesse i modelli delle grottesche classiche. Dettagli riportati oggi alloriginale splendore grazie ad un attento restauro, promosso proprio in occasione della mostra e reso possibile dallintervento della Fondazione del Monte (25mila euro), di un semplice cittadino, parrocchiano della Basilica, il signor Domenico Cantatore (con una cifra altrettanto importante), e della parrocchia che ha stanziato 7mila euro. Grazie a questo finanziamento si sono potuti portare a termine in quattro mesi i lavori, eseguiti dallo studio di Silvia Baroni con la supervisione di Rosa DAmico della Soprintendenza. Prima una pulitura delle parti in arenaria da polvere, guano di piccione, nidi di ragno, e da agenti inquinanti a cui è seguito il consolidamento della pietra che presentava fessure e distaccamenti. Quindi si è ridimensionato leffetto luministico di una doratura eseguita nellOttocento, troppo pesante per lequilibrio cromatico dellopera, ora sicuramente più leggibile e chiara. «Lattribuzione ad Amico Aspertini dei disegni per questa decorazione, eseguita da Bernardino da Milano, non è certa ma non si può pensare ad altra figura del periodo di tale estro - ha commentato Andrea Emiliani, ieri in occasione della presentazione ufficiale del restauro - esiste un Rinascimento eccentrico e fuori dalla regole e Aspertini si colloca al di fuori di un umanesimo dolce, di un classicismo in cui predomina larmonia. Un quadro di incertezze, una diversità rispetto alle regole canoniche. Questopera di restauro apre quindi nuove strade di indagine, un chiarimento verso lermetismo e il simbolismo che erano modi di espressione che la cultura del tempo usava per la trasmissione del pensiero e il dibattito quotidiano. Sarebbe opportuno portare avanti studi su questi temi proprio a partire dalla cappella Boncompagni e si sarebbero fatti avanti anche dei volontari ma mancano i fondi per sostenere la ricerca». E altri finanziamenti servirebbero per completare il restauro della cappella, in particolare dellancona (la cornice di legno che circonda una pala daltare) e del dipinto della cappella, una «Adorazione dei Magi» di Girolamo da Carpi.
BOLOGNA La cappella Boncompagni ritrova il suo splendore
La basilica di via Oberdan è stata oggetto di un restauro grazie alla Fondazione del Monte, un finanziatore privato e la parrocchia. Il restauro è stato eseguito dallo studio di Silvia Baroni con la supervisione della Soprintendenza. La cappella Boncompagni, decorata con un repertorio iconografico inusuale, è stata restaurata grazie al finanziamento della Fondazione del Monte e della parrocchia. Il restauro ha portato a una maggiore chiarezza cromatico e ha reso più leggibile la doratura. L'attribuzione dei disegni per la decorazione alla figura di Amico Aspertini non è certa, ma si ritiene che sia una figura eccentrica e fuori dalle regole del Rinascimento.
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