Emiliano agli operai: "Bari vi ringrazia" Il sindaco gira lo spot per le maestranze. Scattata lora zero, lorologio cronometrerà il tempo fino allapertura «IL TEATRO ricostruito è uno spettacolo meraviglioso. Per questo oggi voglio ringraziare tutti gli operai che lavorando di giorno e di notte, in meno di due anni, hanno compiuto un miracolo. La loro passione è stata più forte di ogni polemica. Il loro lavoro ha trasformato lincubo in un sogno e il sogno in realtà. Grazie da parte mia e di tutti i baresi. Bentornato, caro vecchio, nuovo Petruzzelli». Sono le parole del sindaco Michele Emiliano nello spot dedicato alle maestranze che hanno rifatto il Petruzzelli, in onda sulle tivù locali. Non importava ieri che linaugurazione del politeama fosse stata rimandata. Un brindisi cè stato comunque. Così Emiliano ha invitato a palazzo di città gli operai che il Petruzzelli lhanno ricostruito per ribadire loro il suo grazie. «Questa è una giornata bellissima anche per noi - ha detto larchitetto Gianni Vincenti, direttore dei lavori - perché finalmente vediamo coronato il lavoro per cui ci siamo sacrificati per circa un anno e mezzo: noi siamo soddisfatti, poi la cittadinanza giudicherà con i suoi occhi». Già, ma quando? A marzo 2009, secondo il ministro Bondi. Ieri sera, intanto, è scattata lora zero sugli orologi che hanno scandito le ore che separavano Bari dal suo Petruzzelli. Ma non sono rimasti spenti. Anzi. Sono ripartiti per cronometrare il tempo da qui allinaugurazione. «Perché non vorremmo - avverte Emiliano - che il nostro buon senso fosse scambiato per stupidità». Nientaltro da aggiungere per il sindaco se non un più volte ripetuto grazie ai lavoratori. «Anche quando a un certo punto è diventato chiaro a tutti che non avremmo inaugurato il teatro Petruzzelli il 6 dicembre, e - spiega il sindaco - con la morte del patriarca Alessio II non avremmo potuto inaugurarlo lo stesso, queste persone hanno continuato a lavorare con lo stesso impegno». Non ha sorpreso nessuno, allora, che ieri al Comune le maestranze fossero giunte in tuta da lavoro e con la polvere addosso. E pensare che la maggior parte di loro non era mai entrata prima nel Petruzzelli. Lo riconosce il capocantiere Peppino Di Leo, 52enne di Altamura. «La soddisfazione più bella - confida - è stata farci entrare la mia nipotina di tre mesi». E gli fa eco il collega Mimmo Garzone, che di anni ne ha 57 e viene da Irsina. «Lavorare dentro il Petruzzelli è stata lemozione più bella della mia vita. Ci ho portato anche mia moglie e i miei figli: sono rimasti a bocca aperta». Ora gli uomini del Petruzzelli nel teatro vogliono tornarci. «Siamo stati invitati alla prima, ma - ammette Garzone - vogliamo venirci anche dopo. Il teatro, ormai, fa parte di noi».