La giunta Moratti procede, in materia urbanistica, sorda a qualsiasi rilievo critico. Da qualche mese ? complice la sovraeccitazione da Expo ? la politica urbanistica del Comune viene comunicata secondo i dettami dellukase: si fa così, se non vi piace si fa così lo stesso. Lassessore Carlo Masseroli procede per proclami e dà per scontati presupposti e obiettivi che scontati non sono affatto. Per dire: basta gridare ai quattro venti che Milano deve tornare a crescere e avere, entro il 2030, due milioni di abitanti per ottenere questo risultato? Evidentemente non basta, perché non è sufficiente lanciare un faraonico programma edilizio per ottenere che una città in cronica e grave crisi didentità torni a essere attrattiva, "smart" e persino conveniente per altri nuovi 700mila residenti. Masseroli e Moratti non se ne curano: la decisione è presa. Si alzeranno gli indici di edificazione e si costruirà ovunque, anche negli spazi destinati a verde e servizi lasciati "incompiuti" negli ultimi anni Ora torniamo alla domanda iniziale: di cosa è fatto il mestiere dellamministratore pubblico? Di una delega a decidere che, nella versione di questa giunta, pare uninappellabile attribuzione divina o anche della capacità di ascolto della città? Perché in fondo la questione è questa, va persino al di là degli schieramenti politici e del fatto che il centrodestra si è blindato rifiutando qualsiasi proposta dellopposizione. Centinaia di professionisti, architetti e intellettuali hanno firmato lappello lanciato da Luca Beltrami Gadola e Marco Vitale contro la politica urbanistica del Comune. Il più prestigioso e celebrato architetto italiano del mondo, Renzo Piano, ha addirittura definito «criminale» questa strategia. Altri stimati architetti, come Stefano Boeri hanno argomentato come la priorità dovrebbe essere il recupero e la ridestinazione del già costruito (le migliaia di uffici vuoti) e non la cementificazione. A tutte queste voci, finora, la giunta ha volutamente riservato uno sprezzante disinteresse, come se si trattasse di molestatori fastidiosi, di vecchi rompiballe brontoloni, di veterocomunisti di complemento. Uguale trattamento stanno subendo anche le centinaia di cittadini ? fra i quali anche noti "comunisti" come limprenditore Marco Tronchetti Provera e il presidente della Triennale Davide Rampello ? che si battono perché il Comune ritiri lo sciagurato progetto del parcheggio sotterraneo di SantAmbrogio. Progetto varato da Gabriele Albertini e pubblicamente assai poco apprezzato, in campagna elettorale, dallattuale sindaco Moratti. Salvo lavarsene le mani, una volta vinte le elezioni, in nome della continuità amministrativa. Sul punto lassessore Simini ha affermato che chi ha firmato lultima lettera di protesta «potrebbe non sapere tutto» e che i lavori riprenderanno da gennaio. Ma il beneficio del dubbio, a Palazzo Marino, lo porterà Babbo Natale?