Respinto dai giudici il ricorso presentato dalla società «Costa verde Spa» contro la Soprintendenza Criticata l'autorizzazione rilasciata dal Comune: «Non tiene conto degli effetti dell'antropizzazione in una zona umida» Le abitazioni occuperebbero un'area a lago di 44mila mq tra Clusane e Paratico Quel villaggio a ridosso del canneto non s'ha da fare. Così ha sentenziato il Tar di Brescia respingendo il ricorso presentato dalla società «Costa verde srl» avverso il decreto con cui la Sovrintendenza aveva annullato l'autorizzazione paesistica rilasciata alla stessa «Costa verde srl» dal Comune di Iseo. IL VILLAGGIO progettato si estende su un'area a lago di 44 mila metri quadri, sul confine di Clusane verso Paratico, e comportava la realizzazione di 6.000 metri cubi, distribuiti tra varie strutture turistiche di altezza non superiore ai 3,5 metri. Si tratta, per la verità, della terza soluzione progettuale proposta, dopo la cancellazione da parte della stessa Sovrintendenza di due precedenti benestare paesistici firmati dal Comune per il medesimo intervento. A giudizio dei magistrati Giuseppe Pretruzzelli, presidente, Mario Mosconi e Gianluca Morri, gli esperti in materia di tutela paesistico-ambientale del Comune hanno correttamente individuato come vulnerabili e a rischio sia l'ampio canneto che si estende davanti alla riva, sia la presenza di specie arboree palustri e di piante d'alto fusto cresciute negli anni in modo spontaneo, ma tali elementi vulnerabili e a rischio non li ha esaminati a sufficienza. «Detti esperti- si legge nella sentenza- si limitano a prendere atto che il progetto non prevede trasformazioni nelle immediate vicinanze della sponda del lago, come pure non prevede alcun intervento riguardante la zona umida. Sembra quindi emergere, in sostanza, che la compatibilità del villaggio turistico con l'elemento paesaggistico-ambientale in esame venga assicurata semplicemente dal fatto che detto intervento sarà realizzato a qualche decina di metri di distanza». UNA CONCLUSIONE che appare al collegio giudicante «immotivata e superficiale». Non tiene conto, infatti, «degli effetti che l'antropizzazione di una zona sostanzialmente abbandonata da lunghissimo periodo comporterà nel tempo, sia con riferimento alla zona stessa che all'immediato contesto lacustre». Al riguardo, insistono i magistrati, è sufficiente esaminare le fotografie aeree allegate al progetto per constatare che «il canneto esiste e si sviluppa solo lungo la sponda del lago dove non sono presenti attività umane. Non sembra quindi possibile sostenere semplicisticamente che il canneto, la zona umida e il relativo ecosistema saranno salvaguardati solo perchè non interessati da alcun intervento diretto». Sono altrettanto fondati, secondo il Tar, i rilievi della Sovrintendenza riguardo al difetto istruttorio concernente l'eliminazione di parte della vegetazione esistente che, dalle fotografie succitate, «sembra costituire effettivamente un continuum alberato che dalla collina scende verso il lago». Per far posto al villaggio, che ostruirebbe i coni visivi verso il lago, sarebbe giocoforza abbattere la naturale barriera protettiva esistente tra il canneto e la strada che collega Clusane a Paratico. Bene ha fatto, quindi, la Sovrintendenza, a bloccare il tutto.
ISEO. paesaggio: Il Tar dice no al villaggio a ridosso di un canneto
Il Tar di Brescia ha respinto il ricorso della società Costa verde Spa contro la Soprintendenza Criticata, che aveva annullato l'autorizzazione paesistica rilasciata alla società dal Comune di Iseo. Il progetto prevedeva la realizzazione di 6.000 metri cubi di strutture turistiche in un'area a lago di 44 mila metri quadri, sul confine di Clusane verso Paratico. La Sovrintendenza aveva rilevato che il progetto non prevedeva trasformazioni nelle immediate vicinanze della sponda del lago e non prevedeva alcun intervento riguardante la zona umida.
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