Nel museo dellinfanzia apre un nuovo spazio dedicato alle illustrazioni. Molto ricco larchivio messo a disposizione dalla Sei Evidenti gli influssi liberty e gli echi futuristi sino al trionfo del realismo Lavventura non è più lavventura, almeno come poteva essere ancora un secolo orsono, oppure come la sognavano gli adolescenti di qualche generazione fa: quelli che, sulla falsariga dello scrittore Alberto Ongaro e del suo fraterno amico Hugo Pratt, crescevano a pane e ad Avventuroso (il giornale a fumetti). Il mondo si è ristretto drasticamente, televisione e Internet te lo portano a casa confezionato e imballato, è difficile immaginare e fantasticare quando si vede tutto il pianeta in diretta o quasi. Ma restano i libri per non morire di noia e di realtà, per non essere omologati e per ritornare a volte un po fanciulli, credendo di potere viaggiare di nuovo con i salgariani naviganti della Meloria e di scoprire terre misteriose dove vive Lei, la Donna Eterna, di Rider Haggard. Dunque i vecchi libri fiabeschi, avventurosi, fantastici, e a corredo le loro copertine seducenti, le tavole rutilanti, le illustrazioni lussureggianti con gli eroi e le eroine in azione, che ci facevano brillare di felicità. Il posto giusto per ritrovare questo oceano di emozioni ha a Torino un indirizzo preciso: il Palazzo Barolo di via delle Orfane e il Museo, lì ospitato, della scuola e del libro per linfanzia. Nel bel palazzo gemmato nel cuore antico della città, mercoledì verrà inaugurato uno nuovo spazio del museo voluto da Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, che sarà completato nei prossimi mesi se arriveranno i fondi (che per ora scarseggiano), e poi si aprirà la mostra dei grandi libri illustrati per ragazzi che sono stati pubblicati nei suoi cento anni di vita dalla SEI. Ossia dalla salesiana Società editrice internazionale, erede delle intuizioni di Don Bosco nel campo educativo e culturale. La casa editrice torinese, daltronde, ha sempre primeggiato nel settore dei libri destinati ai lettori in età scolastica e della fascia degli «anni verdi», per parafrasare il titolo di un romanzo di Cronin, anche grazie allimpulso dato da due autori e poeti quali Giuseppe Fanciulli e Renzo Pezzani. E a giocare una parte di rilievo, in questo tipo di produzione editoriale, sono stati pure gli artisti chiamati a collaborare nel corso del tempo, come si può comprendere visitando lesposizione in cui vengono mostrate alcune delle tavole conservate nel ricchissimo archivio-disegni della SEI. Nomi importanti, tra liberty ed echi futuristi, Novecento e realismo, che vanno da Enrico Canova a Giovanni Battista Carpanetto, Attilio Mussino, Carlo Chiostri, Giovanni Battista Galizzi, Sergio Tofano, fino ai pittori Giulio Da Milano, Teodoro De Abate, Massimo Quaglino, allillustratore contemporaneo Sergio Toppi. Non meno attraente e originale è il museo che si sta ampliando nei locali dello storico edificio dellOpera Barolo, sul lato che dà in via Corte dAppello. Nella parte del palazzo dove aveva sede la Tipografia Editrice Eredi Botta si snoderà un percorso che spazierà dalla «Biblioteca fantastica» (ricostruzione di libri e di scaffali, rievocazione di personaggi, fiabe e racconti di tutto il mondo) alle sale dedicate alla storia delleditoria per linfanzia, alla didattica, alla storia delle tecniche di stampa (sarà allestita una tipografia dantan), dellillustrazione e della coloritura, fino a quella che rende omaggio ai libri animati. Il materiale esposto, spiega Vagliani, «sarà una selezione del fondo storico conservato presso larchivio della Fondazione Tancredi di Barolo, che rappresenta il nucleo più importante legato allillustrazione per linfanzia italiana e straniera presente sul territorio». Si traduce in 2 mila edizioni straniere e in 3500 italiane, in 1200 tra disegni e tempere originali dei maggiori artisti del primo Novecento (Antonio Rubino, Mussino, i grandi illustratori dei romanzi di Salgari) e in circa 300 libri animati della seconda metà dellOttocento. Non manca, doverosamente, un angolo in ricordo di Emilio Salgari, Colui che sapeva tutte le storie senza muoversi dalla Madonna del Pilone, che davvero lavventura la faceva sgorgare dalla mente e dal cuore. La mostra dei volumi della SEI si fonde perfettamente nel contesto museale. È una festa per la testa e per gli occhi, per gli altri sensi e per la memoria (anche quella dellodore che avevano i libri). Non si possono definire altrimenti, se non una festa grande, le illustrazioni di Sto (Sergio Tofano, il papà di Bonaventura) per le «novelline bizzarre» di Giuseppe Fanciulli, e quelle sui dispersi della nave Sirio firmate da Enrico Canova, così come le copertine di Brunetta (al secolo Bruna Mateldi Moretti) e di Giulio Da Milano, il Pinocchio di Galizzi e la «Vita campagnola» di Mussino, arrivando a Guido Bertello, che racconta Tom Sawyer, e a Sergio Toppi, che si cimenta con Il banco degli asini di Piero Chiara. Lavventura, la fiaba, il sogno, cacciati dal mondo degli umani di oggi, si riprendono il posto che meritano in questoasi protetta.