Scattano le indagini dei carabinieri sulla vendita all'asta dei reperti appartenuti alla collezione ravellese di Francis Neville Reid. I militari dell'Arma della Compagnia di Amalfi e della stazione di Ravello stanno ricostruendo con testimonianze raccolte da alcune "memorie storiche" del paese la presenza a Ravello dei tre reperti che da un primo accertamento non sarebbero rimasti in Costiera fino al 1939, così come specificato nella scheda di ogni singolo oggetto, bensì potrebbero essere stati trasferiti in Francia contestualmente o in procinto dell'accordo per la vendita di Villa Rufolo all'Ept di Salerno nel 1974. Sulla vicenda indaga anche il Nucleo Carabinieri di Napoli per Tutela del Patrimonio Artistico, il cui intervento è stato sollecitato dal soprintendente Giuseppe Zampino dopo l'articolo de Il Mattino di giovedì col quale si annunciava la vendita all'asta a New York da parte della Sotheby's di un vaso greco di Paestum, di un sarcofago e di un frammento di rilievo scolpito su marmo. Reperti, questi, tutti appartenenti ai discendenti dell'ultima proprietaria: Tallon Lacaita, figlia di prime nozze della moglie di Charles Carmichael Lacaita, un inglese di famiglia italiana adottato alla fine dell'Ottocento proprio da Neville Reid, che ebbe la fortuna di ereditare l'intero patrimonio del lord scozzese. Intanto, della vicenda sarebbe stata informata in queste ore anche l'Interpol che potrebbe provvedere nella giornata di oggi al blocco dell'asta, fissata dalla casa newyorkese per le 14 di mercoledì 10 dicembre, dei tre reperti catalogati per lotto con la sequenza 50, 58 e 94. Tutto questo dopo la nota del soprintendente Zampino inviata tra gli altri alla Sotheby's, al Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico e alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, attraverso la quale si chiedono specificatamente notizie circa il lotto n. 50 (forse perché è l'unico sul sito internet della Sotheby's ad apparire in un fotogramma d'epoca scattato a Villa Rufolo e nel quale appare adagiato sul muro della cripta), ovvero il frammento di rilievo su marmo appartenente al pannello di un sarcofago. Su invito dello stesso Zampino, che ha sottolineato come Villa Rufolo sia uno dei monumenti storici sottoposti a vincolo della Soprintendenza, è scattata così l'indagine che potrebbe sortire effetti positivi già nelle prossime ore considerata l'urgenza della nota spedita nella giornata di giovedì dalla sede di Salerno. Secondo alcuni ravellesi, i preziosi resti della voluminosa collezione oggi custodita a Villa Rufolo, poiché di piccole dimensioni, sarebbero riusciti ad arrivare in Francia senza finire nella rete dei doganieri che bloccarono all'aeroporto di Napoli un carico di reperti che madame Tallon-Lacaita pare abbia tentato di espatriare a Parigi. Gli oggetti, per i quali la Sotheby's ha tracciato anche le appartenenze nel corso degli anni (da Nevill Reid a Charles Carmichael Lacaita, poi a Mrs. Tallon-Lacaita) sono tutti riconducibili alla collezione di Villa Rufolo di Ravello. E solo uno di questi, prima dello scozzese, ebbe due proprietari diversi. Si tratta del sarcofago o urna cineraria appartenuta prima di Neville Reid al monastero dei padri conventuali di Amalfi e successivamente alla famiglia Raffi di Ravello. A questo reperto, così come agli altri, sono legati anche dei riferimenti bibliografici tra i quali "Istoria dell'antica repubblica d'Amalfi" un libro del 1724 di Francesco Pansa. L'altro reperto è un frammento di marmo scolpito a rilievo e risalente al 150 o 160 d.C. Alto 45 cm e largo 48, il frammento apparterrebbe al pannello frontale di un sarcofago. Ultimo, il vaso greco di Paestum, riconducibile ad un'epoca che va dal 350 al 330 a.C.
CAMPANIA Ravello - scattano indagini dei carabinieri su vendita dei reperti Neville Reid.
I carabinieri stanno indagando sulla vendita all'asta dei reperti della collezione Ravellese di Francis Neville Reid. I reperti, che includono un vaso greco di Paestum, un sarcofago e un frammento di rilievo scolpito su marmo, sono stati venduti dalla Sotheby's a New York. La Sotheby's ha tracciato le appartenenze degli oggetti, che sono riconducibili alla collezione di Villa Rufolo di Ravello. La vicenda è stata segnalata dal soprintendente Giuseppe Zampino, che ha chiesto informazioni sulla vendita ai carabinieri e all'Interpol. L'indagine potrebbe sortire effetti positivi, considerata l'urgenza della nota spedita dalla sede di Salerno.
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