Il ritratto Il nipote dellarchitetto che lo progettò: di quellopera non mi importa granché, però Mazzuchetti ha una sola "c" "Abbattetelo pure, ma correggete il cognome..." «Delle rampe dello scalone del Museo Egizio che saranno abbattute non mi importa gran che, ne prendo semplicemente atto. Mi preme assai di più segnalare che il cognome del progettista si scrive con una "c" sola. Sin da bambino, e lo dico sorridendo, sono abituato a vederlo con due, persino al Politecnico sono convinti che la grafia corretta sia con la doppia». Riccardo Mazzuchetti, avvocato penalista torinese, è pronipote dellingegnere che ha realizzato Porta Nuova, calcolato laltezza della Mole Antonellina e firmato nel tardo 800 lo scalone monumentale del Museo Egizio. Quello scalone oggetto di recenti polemiche, perché verranno demolite, secondo il progetto di recupero e ampliamento coordinato da Aimaro Oreglia dIsola, le due rampe di accesso del piano terreno. Al loro posto, un corridoio "a cannocchiale" con vista prospettica dallatrio di via Accademia delle Scienze allingresso di piazza Carignano. «Mi inchino alla grandezza di Isola, che è pure cugino di mia moglie. E poi non sono un architetto ma un avvocato, mi sembra più importante che la scala non caschi, perché allora sì che potrei essere coinvolto, ma per motivi penali», scherza Mazzuchetti. Che, liquidata la questione architettonica, torna sul problema del nome di famiglia. «Io non sono un discendente diretto, nel senso che lingegnere Alessandro era fratello del mio bisnonno. Però questa questione mi sta a cuore. Non so come sia nata la faccenda delle due "c", credo per caso, magari per un errore antico nella firma di un progetto, che si è perpetuato nel tempo. E adesso, se va su Google e clicca il nome di Alessandro Mazzuchetti, trova poca roba, se mette la doppia, sono pagine e pagine. Eppure ho prove inconfutabili: il cognome corretto era senza la doppia». Eccole le prove. Intanto, al cimitero a fianco del santuario di San Giovanni dAndorno (di quelle valli del Biellese è originaria la famiglia), ci sono le lapidi di Alessandro Mazzuchetti e delle figlie, che riportano il cognome corretto. Poi, esiste un ritratto a olio dellingegnere del 1893, firmato dal pittore della Valsesia Gilardi, e anche lì i documenti parlano chiaro. Infine, un fatto curioso: «Nella valle del Cervo si trova una frazione Mazzuchetti, dal nome della nostra famiglia. I cartelli antichi, con la scritta giusta, sono stati sostituiti con altri nuovi, naturalmente con due "c"».