LAlbertina e Italia Nostra: "Merita rispetto, salvatelo" La ventilaTA demolizione delle due rampe di scale situate al piano terreno del Museo Egizio di Torino, realizzate nellOttocento, insieme allo scalone monumentale, dallingegnere Alessandro Mazzuchetti, verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio superiore dei beni culturali. Lo ha assicurato il professor Salvatore Settis, che presiede lorganismo. Nei giorni scorsi era stato Pino Chiezzi, rappresentante della Regione Piemonte nel consiglio di amministrazione della Fondazione Museo delle antichità egizie, a informare Settis dellipotesi di abbattimento dei due manufatti, da lui contestata nel corso del cda, che è prevista nellambito del progetto di rifunzionalizzazione del complesso museale ospitato nel seicentesco Collegio dei Nobili di via Accademia delle Scienze. Contro la demolizione allEgizio, nel frattempo, si registrano le prime prese di posizione da parte di intellettuali, artisti e associazioni della città. Un gruppo di docenti e di studenti dellAccademia Albertina ha inviato una lettera aperta, sottoscritta da numerose persone, ad Alain Elkann, presidente della Fondazione dellEgizio, e per conoscenza a Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali, in cui, oltre a dichiararsi soddisfatti di «vedere finalmente lavvio di una importante opera che farà dellEgizio uno dei musei organizzati al meglio», si esprime però la «preoccupazione» per la decisione di abbattere quelle due rampe di scale. Lo scalone Mazzuchetti, affermano, «fa parte da oltre cento anni della storia del palazzo» ed «è unopera che merita rispetto, considerazione e tutela di fronte alla quale il progetto dovrebbe astenersi da qualsiasi intervento di demolizione, che sarebbe anche lesivo dellunità progettuale dellintero scalone. In questa delicata circostanza ci saremmo aspettati una puntigliosa difesa da parte delle istituzioni statali preposte alla tutela di questa opera monumentale. Ci fa anche sorridere che la demolizione delle due rampe dello scalone possa essere "risarcita" con una sorta di "fumetto alla memoria" di stucco marmorino, disegnato sulle pareti per "ricordare" le sagome dei gradini che si prevede di demolire». Anche la sezione torinese di Italia Nostra scende in campo. In una nota del consiglio direttivo diffusa in queste ore, si critica, tra le altre cose, «labbassare la guardia» di Liliana Pittarello, direttrice regionale dei Beni culturali, «che permette il mutilare unopera che ha dignità, firma eccellente e che "appartiene" ormai alledificio». Continua Italia Nostra: «Né crediamo, come viene detto, che non esista soluzione alternativa per conferire sicurezza e fluidità allaccesso al Museo. Le firme dei progettisti (dallarchitetto Aimaro Isola al professor Marconi, ndr) sono garanzia di qualità a maggior ragione se sapranno conservare quanto va conservato e se si rapporteranno con le preesistenze in maniera ponderatamente creativa. Ciò sarà a loro riconosciuto come merito, così come altrimenti a loro verrà imputata una scelta sommaria e irrispettosa».
TORINO - Egizio, lo scalone da demolire diventa un caso ai Beni culturali
Il Museo Egizio di Torino sta per subire una demolizione di due rampe di scale situate al piano terreno, realizzate nel XIX secolo e progettate dall'ingegnere Alessandro Mazzuchetti. La decisione è stata presa nel corso della rifunzionalizzazione del complesso museale. La demolizione è stata contestata da intellettuali, artisti e associazioni della città, che hanno espresso preoccupazioni per la decisione. Un gruppo di docenti e studenti dell'Accademia Albertina ha inviato una lettera aperta, in cui si esprime per la tutela di quelle scale, che considerano un'opera che merita rispetto e considerazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo