Beni culturali Il Consiglio superiore ha dato il via libera al piano rivisto dal ministro. Con qualche distinguo Pace (quasi) fatta tra il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi e il Consiglio superiore dei beni culturali presieduto da Salvatore Settis che la settimana scorsa aveva clamorosamente bocciato la riforma del ministero con, lintroduzione del «supermanager» Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonalds, come nuovo direttore generale per la Valorizzazione. Bondi ha elaborato un nuovo testo da sottoporre al Consiglio dei ministri e lo ha inviato al Consiglio superiore, che si è riunito ieri. Su tredici presenti hanno votato a favore in otto, incluso Settis, e contro Gianfranco Cerasoli (segretario della Uil beni culturali) con Marisa Dalai Emiliani e Mariella Guercio. Ma nello stesso tempo sono state confermate tutte le critiche avanzate nella scorsa seduta: e qui i sì sulla nota al ministro sono stati quasi unanimi (cè stato un astenuto). Il Consiglio ha ricordato a Bondi che il concetto di «valorizzazione» devessere inteso nel modo previsto dallarticolo 6 del Codice dei Beni culturali, cioè come promozione e conoscenza, «mai come mercificazione». Le modifiche sono note. Resca dovrà occuparsi della valorizzazione dei beni culturali, dei musei, degli archivi e delle aree archeologiche ma senza sconfinare nel territorio della tutela. Nella prima stesura Resca avrebbe avuto competenza diretta anche sulla delicata politica dei prestiti dei beni. E in molti temevano che i tesori dei musei italiani potessero essere in futuro sottoposti a enormi «stress da prestito» senza il necessario parere degli organismi preposti alla tutela. Ora Resca potrà farlo soltanto dopo avere ottenuto il parere positivo dei direttori generali delle Belle arti e paesaggio (che torna allantico nome) e quello del direttore alle Antichità. La proposta di riforma aveva attirato le critiche dallAssociazione Bianchi Bandinella che ha radunato, intorno a un documento di protesta, 7.000 firme di prestigiosi studiosi di tutto il mondo. «Mi rallegro che il ministro abbia preso sul serio le osservazioni del consiglio procedendo a una riscrittura totale del testo - ha detto Settis -. Sono lieto che abbia mostrato questa sensibilità istituzionale». Soddisfatto anche il ministro Bondi: «Un fatto senza precedenti, sono contento. Non era mai accaduto nella storia dellorgano consultivo che a un parere negativo ne seguisse uno positivo a così poca distanza di tempo. Frutto anche del dialogo, io credo molto nel confronto e ringrazio il Consiglio». Contrarlo Gianfranco Cerasoli: «11 mio voto contrario oltre che sulla nuova Direzione generale è sul complesso dello schema di regolamento poiché il ministro ha perso loccasione di mettere mano ai problemi che lesperienza della riforma Rutelli ha evidenziato. Come una struttura ministeriale estremamente pesante al centro con troppe Direzioni generali mentre la periferia in lenta agonia con musei e istituti che da gennaio potrebbero essere chiusi per mancanza di risorse». Il no di Cerasoli è legato anche alla scomparsa della Direzione generale del Paesaggio e dellarte contemporanea con la futura nomina, sembra, di Vittorio Sgarbi a consulente di Resca.