L'architetto Guglielmo Monti non accetta la"destituzione" da sovrintendente per i Beni Architettonici e del Paesaggio delle Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e lo spostamento in Friuli e fa ricorso contro la decisione del Ministero dei Beni Culturali. Al suo posto, con un incarico a interim, è stata nominata l'attuale sovrintendente ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Venezia Renata Codello. Per tutta risposta al ricorso di Monti, il direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni ha chiesto e ottenuto dal Ministero l'invio di un'ispezione ministeriale a Palazzo Cappello - sede della Soprintendenza - per accertare i fatti. L'ispettore ministeriale ha svolto la sua indagini nei giorni scorsi, sentendo tutti i protagonisti della vicenda, comprese le organizzazioni sindacali e si tratterà ora di capire, in base alle sue risultanze, se giudicherà immotivata la rimozione di Monti, dando ragione al suo ricorso, o, al contrario, riterrà fondati i rilievi mossi al suo operato, mantenendo l'attuale organigramma al vertice della Soprintendenza. Non erano mancate le proteste per la giubilazione di Monti e a sollevare critiche, in particolare, erano stati comitati ambientalisti di Vittorio Veneto, secondo i quali l'architetto sarebbe stato soedito aùa Trieste per volontà del Comune, della Provincia e della Regione, a pochi mesi dalla riconferma nell'incarico. La sua colpa - sempre secondo la versione dei comiati - sarebbe sta quella di essersi opposto alla speculazione edilizia nel brolo del monastero delle monache cistercensi, di aver vincolato l'ultima campagna vittoriese, con la centuriazione romana, che dovrebbe essere asfaltata dal Passante Sud di Ceneda. Ma Monti aveva avuto anche contrasti anche con la Cgil Funzione pubblica veneziana, che si era detta pronta a denunciare il dirigente per attività antisindacale, denunciando di essere stata esclusa dal tavolo delle trattative per l'organizzazione del lavoro. Fatto sta che l'ex soprintendente veneziano non ha accettato il trasferimento e ora dà battaglia.