Io (residente in Canada da molti anni) e mia moglie abbiamo appena fatto ritorno da una visita in Italia. Come già altre volte, ci è stato chiesto cosa ci pare dell'Italia al giorno d'oggi. Alla domanda vorrei aver potuto dare una risposta del tutto positiva, ma non mi è stato possibile. Mi spiego. Durante il nostro soggiorno a Firenze mi è capitato di leggere (in un inserto del Corriere della Sera) che il turismo americano a Firenze era quest'anno inferiore del 25 a quello dell'anno scorso, con uno scapito per la città di centinaia di milioni di euro. Quella stessa sera a cena in un ristorante nelle vicinanze di Ponte vecchio, ristorante molto accogliente e affollatissimo, il cameriere che ci serviva a un certo punto mi si fece vicino dicendomi sottovoce: «Sa che il suo è il primo ordine in italiano che ho ricevuto stasera?». Lo stesso sentimento avrebbero potuto esprimere i camerieri di molti altri ristoranti da noi frequentati nei giorni della nostra vacanza e non solo a Firenze, ma pure a Roma e a Venezia. Dovunque era chiaro che la presenza degli stranieri era notevolissima, quasi sempre superiore alla presenza di gente di casa. Osservo pure che io e mia moglie, gente alla buona, frugale, venuta in Italia per godere delle bellezze artistiche del paese e non certo per sperperare le nostre risorse in ricchi pasti, cercavamo di pagare il minimo possibile per il nostro pranzo quotidiano o per la nostra cena. Riscontravamo lo stesso che un pasto abbastanza modesto (diciamo pizza e tagliatelle) veniva invariabilmente a costarci sui 30 o 40 euro. L'alloggio, poi, in alberghi pure loro modesti, con stanze spesse volte anguste, non era quasi mai al di sotto di 100 euro. Ogni giorno, insomma, ci costava fra i 150 e i 200 euro solo per il vitto e l'alloggio. Poi, siccome da turisti non si può vivere di bread alone, dovevamo pensare ad altre spesucce, come (a Firenze) il biglietto d'entrata a palazzo Pitti (10 euro per persona e più se si voleva visitare i giardini) o il biglietto d'entrata alla zona archeologica del Foro di Roma (altri 12 euro per persona) e via dicendo. La mia domanda, insomma, è semplice: dal momento che il turista porta (e lascia) in Italia somme così ingenti di denaro, non sarebbe giusto riconoscere l'aiuto che dà all'economia del paese permettendogli almeno di visitare musei e gallerie d'arte gratis o facendogli pagare un euro o 2 al massimo al posto di 10 i 12? Non potrebbe darsi che se così si facesse città come Firenze non subirebbero quel calo di turisti del quale oggi si lamentano? Ermes Culos Ashcroft, British Columbia, Canada
Prezzi troppo alti per gli stranieri
Un residente in Canada ha fatto ritorno da una visita in Italia con la moglie. È stato chiesto cosa ne pensa dell'Italia al giorno d'oggi. Il residente ha risposto che non è stato in grado di dare una risposta positiva. Ha notato che il turismo americano a Firenze è stato inferiore del 25% rispetto all'anno scorso, con un impatto economico di centinaia di milioni di euro. Ha anche notato che i camerieri in ristoranti frequentati durante la vacanza hanno espresso un sentimento simile, ovvero che la presenza degli stranieri è notevole e superiore a quella di persone di casa.
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