Messo in vendita dall'Inps, l'immobile era stato acquistato da una società di Milano, e quindi stava per andare ai privati, ma il Comune voleva far valere il diritto di prelazione a parità di offerta. E la cosa è andata a buon fine. «Una battaglia vinta che ci auguriamo faccia scuola in tema di vendita dei beni culturali pubblici - commenta Realacci - II caso di San Giuliano segna un precedente importante anche per altri casi analoghi in Italia. Come ho illustrato nell'interrogazione urgente che ha contribuito a smuovere le acque e a cui oggi il ministero risponderà in commissione cultura, il caso di San Giuliano Terme segna comunque una difficoltà e una situazione di incertezza procedurale riguardo ai casi in cui può essere esercitata la prelazione da parte di enti pubblici per fini istituzionali. Se da un lato siamo ovviamente soddisfatti di quanto è accaduto per il Comune di San Giuliano Tenne a cui è stato riconosciuto sul filo di lana (i termini scadevano il 7 marzo) questo diritto, rimane intatta tutta la preoccupazione per quanto invece potrà accadere in altre parti d'Italia: luoghi dove magari gli enti pubblici non hanno la prontezza di agire tempestivamente come ha saputo fare il Comune di San Giuliano Terme». Il sindaco Santoni nei giorni scorsi aveva parlato chiaro: «Sarebbe un atto inaccettabile se al Comune fosse impedita l'acquisizione di un fabbricato che rappresenta un passaggio importante nella riorganizzazione ed utilizzo degli spazi ed assetti urbanistici del capoluogo». Il Comune di San Giuliano aveva deliberato all'unanimità e stanziato la cifra necessaria all'acquisto dell'albergo che è ricaduto in una delle colossali svendite di patrimonio pubblico del ministro Tremonti. L'edificio risale al 1935 ed è sottoposto a vincolo storico-architettonico. Per il Comune l'acquisizione del fabbricato rappresenta un passaggio importante nella riorganizzazione ed utilizzo degli spazi ed assetti urbanistici del capoluogo. Ha spiegato Santoni: «Restituiamo concretamente alla collettività ed allo sviluppo di San Giuliano Terme il ricavato dalla vendita delle azioni comunali derivante dalla privatizzazione della società termale. Creiamo così le condizioni per met-tere a disposizione di progetti di recupero ed investimenti un comparto urbanistico importante come quello formato dall'ex albergo Terme, l'ex Opera Pia C. Maffi e le pertinenze relative. Il progetto 'San Giuliano T.', che avevamo presentato con la maggioranza di centrosinistra sin dal 1995, prende dunque ulteriormente forma e delinea la rinascita urbanistica e di vivibilità a favore di una migliore qualità del vivere e delle prospettive economico-turistiche».