SULMONA. Riportare in Abruzzo il ciclo sulla vita di Sant'Eustachio. E' questa la missione di Anna Imponente , soprintendente regionale per i beni storici-artistici ed etnoantropologici. Un primo risultato è stato già raggiunto, visto lo stop imposto all'asta. «Il ciclo che era custodito a Campo di Giove», afferma Anna Imponente, «è il più importante e completo al mondo dedicato alla vita del santo e ha, quindi, un significativo valore artistico». Adesso l'obiettivo della Soprintendenza, dopo il rientro di due tavole dal Michigan (restituite spontaneamente dal museo grazie all'interessamento della ricercatrice Cristiana Pasqualetti ) e dal ritiro di altre quattro dall'asta di Christie's a Londra, è ricomporre l'intero ciclo e renderlo fruibile al pubblico, collocandolo in un museo. Possibilmente in Abruzzo. Un'impresa non certo facile. «Altre tavole», riprende la soprintendente Imponente, «sono già state individuate, si trovano in collezioni private in Italia e all'estero e vorremo recuperarle proprio per completare il ciclo di Sant'Eustachio». Sul recupero delle quattro tavole ritirate dall'asta londinese, la soprintendente appare ottimista. «Si sta lavorando di concerto con il ministero», sottolinea, «per capire quale sia la soluzioni migliore per riportare le opere d'arte in Italia». In questo momento la parola d'ordine è "riflessione". Non si intendono deludere le aspettative di chi sta lavorando per riportare le opere in Italia. Della vicenda si sta occupando anche Anna Colangelo , funzionario territoriale della Soprintendenza.