SULMONA. Bloccata l'asta di Christie's per la vendita degli antichi dipinti rubati nella chiesa di Campo di Giove. Il provvedimento è stato adottato dopo l'intervento del Nucleo tutela beni artistici dei carabinieri e di Scotland Yard. Del caso - segnalato dal Centro lo scorso 18 novembre - si sta interessando anche il ministero dei Beni culturali. L'obiettivo è riportare le opere in Abruzzo. Carabinieri e poliziotti di Scotland Yard sono riusciti a evitare la vendita, prevista martedì nella famosa casa d'aste londinese. Ministero e Soprintendenza hanno tre mesi di tempo per cercare una soluzione e impedire a Christie's di riproporre una seconda asta. Due le strade da intraprendere: la restituzione forzata delle opere - anche se la legislazione in materia presenta molte lacune - o un'eventuale acquisto finanziato dallo stesso ministero e dalla Soprintendenza. Le quattro tavole di Sant'Eustachio, rubate nell'ottobre del 1902 a Campo di Giove, sono state messe in vendita da un collezionista privato, a un prezzo tra 100 e 150mila sterline (circa 214mila euro). Le tavole formavano il tabernacolo di Sant'Eustachio, nella parrocchiale di Campo di Giove, realizzato nel 1380. Il tabernacolo, dipinto da un artista anonimo, comprendeva sedici episodi della vita del Santo. Dopo il furto, le opere d'arte rimasero in Italia almeno fino al 1925 (Firenze) prima di essere sparpagliate nel mondo (dalla Francia agli Stati Uniti), vendute a collezionisti privati o finite nei musei. Il ciclo pittorico prende spunto dalla leggenda di Jacopo da Varagine e secondo gli esperti è il più importante al mondo. Il racconto inizia con l'apparizione di Cristo al romano Placido, fra le corna di un cervo, durante una battuta di caccia. La scena è seguita dal battesimo dello stesso Placido, che in seguito avrebbe assunto il nome di Eustachio. Dopo la seconda apparizione di Cristo, sono illustrate le vicissitudini del Santo, alla moglie Teopista e ai figlioletti Agapito e Teopisto, concluse col martirio dell'intera famiglia, arsa viva dentro un toro di bronzo. Tre di queste tavole sono già rientrate in Abruzzo.