ARBUS. Falsità, solo falsità. Il fumo gettato attorno alla ex colonia marina di Funtanazza e al suo proprietario, il presidente della Regione Renato Soru (che l'aveva acquistata ben prima di entrare in politica), è solo una strumentalizzazione dei suoi avversari per cercare di indebolirlo in questo particolare momento. Sono le considerazioni del sindaco di Arbus, Raimondo Angius, che lancia anche un appello all'imprenditore (in stand by) Soru: «E' tutto perfettamente in regola, non venda e vada avanti con il suo progetto di recupero e valorizzazione di Funtanazza, Arbus ha bisogno di sviluppo e di posti di lavoro». Il sindaco Angius parla chiaramente, senza mezzi termini. E' amareggiato perchè «questa strumentalizzione politica costruita sul nulla penalizza il nostro paese, i nostri disoccupati, i nostri emigrati, l'intera comunità». E si toglie anche qualche sassolino: «Sono state scritte e dette cose del tutto inesatte, le stesse mie dichiarazioni sono state riportate in maniera impropria. I colpi bassi nella politica non devono pagarli gli arburesi e l'intero nostro territorio. Apprezzo molto la sensibilità del presidente Soru, che vuole disfarsi di Funtanazza per non dare addito alle strumentalizzazioni degli avversari, però mi affido sempre alla sua sensibilità anche perchè receda dalla decisione di vendere. Lo deve fare per la gente di Arbus, che non vuole e non merita un'altra mancata occasione di sviluppo turistico». E allora, qual'è la verità su questa storia delle tanto sbandierate irregolarità del progetto presentato dalla società «Monteverdi srl» (amministratore unico Emanuele Soru, fratello del governatore)? «Non c'è nessuna irregolarità e nessuna bocciatura da parte della commissione edilizia comunale - spiega Raimondo Angius -, è stato solo chiesto che alcuni atti venissero presentati in un formato compatibile con il sistema informatico dell'Ufficio. Cosa che è già stata fatta. E allora, dove stanno le irregolarità? Il progetto di recupero delle strutture di Funtanazza è in regola con tutte le normative vigenti, compreso il Piano paesaggistico regionale». Ma c'è di più. Dice il sindaco: «L'accordo di programma a cui hanno fatto riferimento gli avversari del presidente Soru che hanno montato il caso. Era stato predisposto dalla Giunta Palomba, che dava mandato all'allora presidente di firmarlo, ma la firma non c'è mai stata. Quindi non esiste. Come non esistono pertanto le possibilità che il Comune possa requisire Funtanazza per inadempienze nei termini contrattuali. Ripeto, solo inesatezze e falsità. I cinque anni di tempo eventualmente partono dal momento in cui la commissione edilizia concede le autorizzazioni. Quindi da adesso». E Funtanazza "bene identitario della Sardegna"?. «Non esiste, non è mai esistito: nell'elenco della Regione non c'è». Solo fumo e niente di vero, quindi? «Se mi avessero chiesto di vedere gli atti, sia i politici che i giornalisti che hanno sollevato il caso, glieli avrei messi subito a disposizione. Giusto ad onor del vero». Accuse senza un minimo di fondamento i, quindi, secondo il sindaco di Arbus. «Mi sono preso la briga di esaminare punto per punto, e non da oggi, tutti gli atti relativi a Funtanazza, avvalendomi di chi sa più di me in materia giuridica. Ripeto, è tutto in perfetta regola. E non si venga poi a parlare di decine di villetta da costruire a Funtanazza. Ma dove sta scritto? Solo camere d'albergo staccate dal corpo centrale, in parte recuperate da strutture fatiscenti. Stop». E ancora: «Se l'imprenditore Soru avesse voluto fare speculazione edilizia, avrebbe potuto chiedere volumetrie per 70 metri cubi: ne ha chieste di sua iniziativa solo 47mila, rinunciando alla differenza. Chi è lo speculatore che fa altrettanto?». E per chiudere un particolare: «Il presidente Soru mi ha dato prova diretta della sua onestà e correttezza: mai, lui o chi per lui, mi ha parlato di Funtanazza. L'unica volta che abbiamo trattato questo argomento è stata in un'assemblea pubblica ad Arbus. Davanti a tutti e senza chiedere niente».