E' bufera sulla legge di governo del territorio in esame al Consiglio regionale. Mediazioni infinite, compromessi. Rischi di gravi arretramenti sulla normativa di tutela delle coste, con la previsione dell'abrogazione del vincolo di conservazione integrale della fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina e di una serie di beni ambientali (es. spiagge, aree archeologiche, zone umide, fasce spondali dei fiumi, ecc.) stabilito dall'art. 2 della legge regionale n. 231993. L'abrogazione dell'intera legge, infatti, prevista dall'art. 49, comma 1, lettera f, del testo proposto porterebbe al travolgimento anche della misura di tutela, demandata soltanto alla pianificazione paesaggistica. Ne avevo già parlato sul Manifesto Sardo (Amate Sponde, 1 novembre 2008) Ormai si era giunti quasi al termine dell'approvazione dei singoli articoli. Alcuni elementi apparivano positivi, dalla valutazione ambientale strategica sugli strumenti urbanistici e di pianificazione ai controlli più incisivi sulla pianificazione comunale, ai poteri sostitutivi regionali in tema di abusivismo edilizio. Altri, invece, apparivano forieri di potenziali pericoli per un'efficace salvaguardia del territorio, dalla perequazione urbanistica al silenzio-assenso nell'ambito di talune procedure di autorizzazione. Ancora "sospese" alcune fondamentali disposizioni, in particolare la riproposizione in legge dei vincoli di conservazione integrale, in favore dei quali era stato proposto un appello proprio dal Manifesto Sardo, dal Gruppo d'Intervento Giuridico, dagli Amici della Terra e dal Cagliari Social Forum a tutti i Consiglieri regionali, al Presidente della Regione Renato Soru ed agli Assessori regionali competenti (Trecento metri ci sembran pochi lettera appello al Consiglio regionale, 5 novembre 2008). Ma le tensioni fra le stesse forze o, meglio, fazioni all'interno della medesima maggioranza di centro-sinistra alla fine sono esplose su quello che poteva apparire un elemento poco rilevante: la possibilità per la Giunta regionale di completare la pianificazione paesaggistica regionale anche per l'interno dell'Isola con le disposizioni precedentemente vigenti, così come i Comuni e le Province potevano fare con i rispettivi strumenti urbanistici. Il voto è stato lacerante, sul piano politico più che su quello giuridico. Comuni e Province sì, Regione no, così il voto consiliare. 55 no (l'opposizione di centro-destra P.S.d'Az. U.D.S. Fortza Paris Sinistra Democratica Socialisti G. Pirisi, A. Sanna, S. Lai, F. Sanna, N. Pacifico, V. Floris, G. Cuccu, G. Giagu, S. Sanna, M. Cocco, G. Tocco, E. Corda, T. Mattana, G. Manca del Partito Democratico G. Uggias di Italia dei Valori) e 21 sì (Rifondazione Comunista A. Biancu, F. Barracciu, S. Pinna, F. Sabatini, C. Porcu, A. Corrias, M. Meloni, G.L. Cucca, G.B. Orrù, A. Frau, M. Espa, B. Scarpa, C. Cachìa, G. Cerina, M. Bruno, R. Soru, S. Cherchi, A. Calledda A. Salis di Italia dei Valori), 1 astenuto (il Presidente del Consiglio regionale G. Spissu). Così il 25 novembre, al termine di una convulsa giornata, il Presidente della Regione Renato Soru si è dimesso. Difficile spiegare agli elettori i motivi di questa crisi, dalle profonde radici, e, forse, delle elezioni regionali anticipate. In tanti si sono slanciati in mille diverse spiegazioni e commenti. Bastano ed avanzano. Mi limito ad qualche considerazione, forse banale, ma probabilmente più attinente con la realtà di tante elucubrazioni lette e sentite in questi giorni. A torto o a ragione, le dimissioni del Presidente Soru appaiono a moltissimi cittadini-elettori come necessitate, forzate da Consiglieri regionali della sua stessa maggioranza che rispondono a mere logiche di potere. Politici che hanno "tradito" il "patto con gli elettori". La stampa nazionale ha sottolineato, senza tanti approfondimenti, questo aspetto. Renato Soru ha agito d'anticipo. Davanti ad un centro-destra senza un candidato alla Presidenza della Regione individuato per le prossime elezioni regionali del 2009 ed a un centro-sinistra (soprattutto il P.D.) lacerato da polemiche e dal logoramento del dibattito "primarie sì primarie no", ha messo tutti davanti al fatto compiuto. L'evanescente "terzo polo" non pare impensierirlo. O ci sarà un "nuovo patto" con tutti i Consiglieri del centro-sinistra o saranno elezioni anticipate. Paradossalmente Pirisi, Mattana, Balia co. gli hanno fatto un enorme favore. E non se ne rendono conto. Con eventuali elezioni anticipate al febbraio 2009 Renato Soru sarebbe in campo e sarebbe il favorito. E le coste? E il piano paesaggistico regionale, sicuramente il migliore risultato in campo ambientaleterritoriale di questa legislatura? Forse sono stati un "pretesto" della crisi, ma certamente sono al centro degli argomenti della campagna elettorale ormai in corso. L'Amministrazione Soru si è spesa molto in proposito ed è "costretta" a rispettare quanto ha dichiarato. Non mancano le ombre (dalla disciplina transitoria della normativa di tutela costiera alle "intese" urbanistiche), ma può vantare indubbi risultati (dal blocco di molti progetti edilizi lungo le coste al contenimento dell'edificazione nell'agro). E' fondamentale guardare ai risultati concreti e solo ad essi potranno essere collegate credibili proposte. Non manca molto al momento nel quale si dovranno tirare le somme.
Il Manifesto Sardo
1 Dicembre 2008
E' guerra in Sardegna, sulle coste
ST
Stefano Deliperi
Il Manifesto Sardo
Il Consiglio regionale ha approvato una legge di governo del territorio, ma con molte riserve e compromessi. La legge prevede l'abrogazione di alcuni vincoli di conservazione integrale della fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina e di altri beni ambientali. La legge è stata approvata con un voto lacerante, con 55 no e 21 sì. Il Presidente della Regione Renato Soru si è dimesso dopo una convulsa giornata. Le dimissioni sono state viste come forzate da Consiglieri regionali della sua stessa maggioranza che rispondono a mere logiche di potere.
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