Esplode il caso delle case pronte ma bloccate: fermi gli allacciamenti Le cifre dell'assessore: sono 604 appartamenti con 49 licenze edilizie (33 già ritirate e 16 ancora da completare) Salviano 2, via libera ai vincoli-bis LIVORNO. "Salviano 2", la mega-operazione urbanistica fra via Costanza e le Cinque Querce, torna sotto i riflettori del consiglio comunale: la delibera in sé è il via libera a una variantina, non fa altro che resuscitare i vincoli urbanistici scaduti. Ma ha dato alla sinistra alternativa il destro per sparare a zero sul problema delle case praticamente concluse ma per adesso non utilizzate: colpa di un intoppo che ha bloccato la realizzazione di fogne e allacciamenti. L'ok alla delibera è arrivato: sì dalla maggioranza, no da Pdl e sinistra radicale; astenuto Capuozzo (Udc) che ha invitato a realizzare le infrastrutture e si è detto «perplesso per l'atteggiamento del Comune». Comunque Verdi, Sinistra Critica e Città Diversa avevano già preso la rincorsa contro la politica urbanistica di Palazzo civico: un battibecco con il presidente dell'assemblea Enrico Bianchi aveva accompagnato il blitz mediatico con cui, di fronte alle telecamere, i due Volpi e Cannito avevano messo sul loro tavolo un mattone per contestare le decisioni su Piazza del Luogo Pio (in realtà in agenda per stasera). I contestatori hanno in passato avversato duramente Salviano 2 e non lo rinnegano: adesso però contestano il Comune perché - ha detto Cannito - «si è fatto l'opposto di quel che sarebbe ragionevole, costruendo prima le case e poi il resto». E questo ora lo pagano quelle famiglie che hanno l'appartamento pronto ma non possono traslocavi. Poi ha rincarato: «Qui, con la scusa di chiudere le partite lasciate in eredità, si lasciano scappare tutti i buoi dalla stalla prima di arrivare al nuovo regolamento urbanistico». Chelli (Prc) a muso duro: è una «"favela" di lusso, solo dormitorio e senza spazi di socializzazione». Per Trotta (Prc) Palazzo civico si è mostrato «subordinato ai disegni dei privati» perché «lì era previsto un gruppo di alloggi pubblici, poi sparito perché spostato chissà dove e chissà quando». Altini (Pd) ha visto in Salviano 2 anche «l'opportunità di dare soluzione con le "bretelle" viarie ai gravi problemi lamentati dalla popolazione del quartiere finora». Per Gazzarri (Di Pietro) è un «percorso che finalmente si sta concludendo». L'assessore Bruno Picchi, al di là della disamina delle singole osservazioni (sulle quali Argentieri, Fi, chiede prudenza e buon senso), mette giù i numeri di cos'è "Salviano 2": in tutto 604 appartamenti, suddivisi in 49 pratiche di licenza edilizia, 33 delle quali già ritirate. Le altre 16 sono ancora pendenti: metà in attesa di parere dell'ufficio ambiente, metà hanno bisogno di documentazione integrativa prima del passaggio in commissione edilizia). Ma per «allontanare ogni ombra» da questa vicenda urbanistica, prima Picchi e poi il sindaco Cosimi hanno richiamato la perizia del tribunale, fatta nel corso dell'inchiesta giudiziaria sulle tangenti in edilizia. L'assessore ha rivendicato la scelta di aver dribblato la tentazione di riapporre con un unico provvedimento generalizzato i vincoli urbanistici «scaduti il 24 marzo 2004» (e invece «mi bersaglia di critiche proprio chi dovrebbe apprezzare quest'apertura al consiglio»). E il sindaco ha ribadito un cambio di rotta da parte del Comune: nelle convenzioni la realizzazione di fogne, strade e illuminazione non è più affidata ai costruttori in cambio di uno sconto sugli oneri. M.Z.