Il Gruppo di intervento giuridico interviene con segnalazioni a Regione e Comune. Già in passato la zona è stata oggetto di interventi contestati. CARLOFORTE. Con lo slogan "Cala Fico non diventerà una discoteca!", sale la protesta ecologista delle associazioni Amici delle Terra e Gruppo di Intervento Giuridico, il cui obiettivo, ancora una volta, è puntato sull'isola di San Pietro. Ed ancora una volta, il leader delle associazioni Stefano Deliperi rivolge le attenzioni su abitazioni a ridosso del mare. Queste sono state costruite in luoghi selvaggi e ad alta valenza ambientale, che rischiano di alterare il delicato equilibrio naturale presente. E' il caso di Cala Fico, splendida insenatura rocciosa nell'estremo ovest isolano, a due passi da Capo Sandalo ed in piena Oasi Lipu. «Varie preoccupate segnalazioni - ha annunciato Deliperi - provengono da Cala Fico, uno degli ambienti costieri più interessanti sotto il profilo naturalistico dell'Isola di San Pietro e dell'intero Mediterraneo. Nel sito, sarebbe stata presentata una richiesta per la realizzazione di un non meglio precisato "centro ricreativo" dopo che, nelle scorse stagioni estive, vi si sarebbero svolte vari intrattenimenti musicali. Tutto questo, nonostante la caletta di Cala Fico è nel bel mezzo del sito di nidificazione del Falco della Regina, per la sorveglianza del quale si svolge da anni un campo promosso dalla Lipu». Gli ambientalisti, dopo aver puntualizzato la premessa, focalizzano l'attenzione sull'oggetto della protesta, vale a dire la congruità dei lavori realizzati nelle abitazioni interessate al paventato centro ricreativo. «Abbiamo inoltrato - ha puntualizzato Deliperi - richieste di informazioni a carattere ambientale e l'adozione di eventuali interventi a Regione, Corpo forestale e Comune di Carloforte, per verificare se i lavori effettuati negli ultimi anni siano autorizzati o meno. Ma soprattutto, se siano state eseguite le ordinanze di demolizione e di ripristino ambientale emesse nei confronti di opere realizzate abusivamente». Secondo le associazioni, con varie autorizzazioni edilizie comunali (1082003, 552004 e 1462007), sono stati autorizzati interventi quali il cambio di destinazione d'uso di un magazzino in "locale ad uso naturalistico ricreativo e culturale", la trasformazione di una finestra in porta - finestra, la realizzazione di un servizio igienico e la conversione di un locale di sgombero in magazzino. A queste, sono succedute ordinanze comunali di demolizione, emesse nel 2004 (demolizione e ripristino ambientale di una rampa di accesso) e nel 2005 (demolizione e ripristino ambientale di una recinzione in pietrame realizzata in terreno comunale). Sempre Deliperi, ricorda come a Cala Fico, circa dieci anni fa, si riscontrarono scavi e tagli di vegetazione, finalizzati a far riemergere ruderi, molto probabilmente da riutilizzare a scopi immobiliari poi bloccati dal Comune, che impose al privato il ripristino dello stato dei luoghi. Comune che è in causa proprio con un proprietario degli immobili di Cala Fico contestati, che intende usucapire un terreno comunale, per entrarne in possesso.
Cala Fico non deve ospitare discoteche
Il Gruppo di Intervento Giuridico ha segnalato a Regione e Comune di Carloforte le abitazioni a ridosso del mare di Cala Fico, sull'Isola di San Pietro, a causa della loro alta valenza ambientale e del rischio di alterare l'equilibrio naturale. Le associazioni Amici delle Terra e Gruppo di Intervento Giuridico hanno denunciato la realizzazione di un "centro ricreativo" nella zona, nonostante la presenza di un campo di sorveglianza del Falco della Regina. Le associazioni hanno richiesto informazioni e interventi per verificare se i lavori realizzati sono autorizzati e se sono state eseguite le ordinanze di demolizione e ripristino ambientale.
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