HO INIZIATO la mia attività di Assessore guidato da due consapevolezze: 1. la cultura è il motore dello sviluppo economico di un Paese e di una città (convinzione che tuttavia è disattesa da sempre dai nostri governi centrali e periferici); 2. la seconda consapevolezza è la risposta a questa domanda: in che città mi accingevo a lavorare? quale era il suo volto? di cosa aveva bisogno? Bologna è un città democratica, colta e ospitale; è ai primi posti per qualità di vita, reddito pro capite e bellezza della città. Soffre come le altri grandi città italiani degli inconvenienti della modernità che si traducono nei problemi del traffico e dellemigrazione. Ma Bologna corre un rischio: di ritenere soddisfacente il suo stato e di rinunciare a nuove ambizioni non rendendosi conto che anche per conservare quel che si ha si deve essere curiosi di quel che ancora non si ha, che è indispensabile continuare a pretendere. Già in altre occasioni ho detto che Bologna deve tornare a mettersi a rischio. Trascurando per il momento le nuove prospettive che si aprono per lUniversità e la Fiera, limitiamoci a considerare il campo più proprio delle realtà e istituti culturali comunali. La città possiede un sistema bibliotecario comunale di prima grandezza, comprendente ben quindici biblioteche. Rappresenta un servizio eccezionale per la città non solo come offerta culturale ma anche, in particolare con le biblioteche di quartiere aperte fini alle undici di sera, come luogo in cui gli studenti fuori sede si raccolgono per studiare e preparare gli esami. Ma le nostre biblioteche hanno un potenziale aggiuntivo di intervento e di proposta non ancora utilizzato? E nella prospettiva di questo convincimento che abbiamo proceduto a riunire le biblioteche comunali nella forma dellIstituzione che apre possibilità di intervento finora sconosciute. Forti del loro alto noau e dellautonomia conquistata scoprono la possibilità di intrecciare una rete di rapporti con le altre realtà culturali del Paese e anche europee. Lo stesso vale per i Musei che, si sa, vengono frequentati soprattutto dai turisti e il movimento turistico a Bologna è debole. Così la loro frequentazione è essenzialmente locale e coloro che vi abitano rimandano sempre al giorno dopo il proposito di visitare quelli della propria città. Si sa anche che i Bolognesi accorrono con partecipazione attiva ogni volta che viene loro proposto un evento culturale importante come provano le quattro grandi mostre che in questi ultimi quattro anni si sono susseguite (Primaticcio, Annibale Carracci, Amico Aspertini e prossimamente Giorgio Morandi). Con la forma Istituzione appena approvata anche i Musei avranno la possibilità di avviare progetti e imprese sempre più ricchi e ambiziosi potendo trovare le risorse per realizzarli. Lattribuzione della forma Istituzione a Biblioteche e Musei è uno dei modi in cui Bologna si mette a rischio nel senso che si impegna a uscire da preoccupazioni essenzialmente autarchiche e punta a assumere un ruolo più riconoscibile sulla scena nazionale e internazionale. Ruolo che la Cineteca ha assunto da tempo oltre che con la sua brillante attività convegnistico espositiva anche e soprattutto per la recente apertura di unattivissima società per il restauro film, unica in Italia. E avrebbe arricchito e per così dire completato la sua visibilità nazionale se stupidi motivi burocratici non avessero almeno fino ad oggi impedito la costituzione di una società di produzione. Per Mambo, che si pone come il più importante centro europeo di attenzione al contemporaneo, non ci sono altre ambizione da perseguire. Il suo slancio non ha freni. Ancora è in dirittura di arrivo una soluzione per il Duse. E non è da dimenticare linaugurazione della nuova scuola di teatro Alessandra Galante Garrone, il conferimento finalmente di una sede stabile - il San Leonardo - al Teatro Clandestino, la nascita di un Centro Servizi per i Teatri a Villa Pini e linaugurazione di due nuovi spazi teatrali uno al Baraccano e laltro La Cupola al San Donato. Infine per lofferta estiva alla città, organizzata in un format destinato a sopravvivere, la prima preoccupazione è stata quella di proporre eventi e spettacoli alla città ancora sconosciuti. Ovviamente la necessità (assolutamente salutare) di mettere in contatto i bolognesi con scelte di fantasia e modi pensare estranei o comunque diversi da quelli con cui solitamente ha dimestichezza non comporta la trascuratezza nei riguardi del ricco tessuto di avvenimenti e iniziative espresse dalla pancia creativa della città nella quale così spesso fermentano i germi dellarte nuova. Dunque un giusto mixed che non ceda a tentazioni campanilistiche né a ingenuità esterofile. Un mixed equilibrato che, a parte qualche critica riferita alla quiete notturna, il pubblico finora ha apprezzato. Rimane il problema delle risorse per la cui soluzione ripeterei la proposta che già feci in più di una occasione e cioè che si formi un tavolo comune (Comune, Università, Fondazioni e le altre realtà produttive) e si stabiliscano iniziative e interventi necessari per lo sviluppo o comunque il migliore funzionamento della vita della città. E della bontà del metodo si è già avuta la prova in occasione dellincontro Assessorato alla cultura Fondazione del Monte per la costruzione di un Centro servizi per il teatro e con la Fondazione Carisbo a proposito del progetto Museo della città. Comunque lesperienza ci dice che per progetti condivisi, cioè ritenuti interessanti oltre che dalle parti in causa per il bene che ne viene alla città, il problema delle risorse non è insuperabile.