Argea e Coldiretti per i danni in agricoltura. «Calamità innaturali». Due parole che non ammettono scuse: la rabbia degli ecologisti è tutta rivolta contro l'edificazione selvaggia, chi l'ha permessa senza mai pagare e chi avrebbe intenzione a proseguire su quella strada. Niente repliche difensive: servono risposte immediate ed efficaci. Le stesse che chiede il mondo dell'agricoltura, con i danni quantificati dalla Coldiretti e dalle altre associazioni di categoria in altri 15 milioni di euro: solo per i campi e le aziende distrutte. Tutto mentre continuano le mobilitazioni per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni più colpite: dalla Saras, ad esempio, sino all'Ebas (Ente bilaterale artigiano della Sardegna) per le imprese artigiane. Dagli ambientalisti le critiche storiche: «Denunce di anni inascoltate». Non sarà il tempo delle polemiche, ma della chiarezza sì. Secondo Stefano Deliperi, portavoce dell'associazione Amici della Terra-Gruppo di Intervento Giuridico, «è due volte angosciante commentare quanto accaduto nel Cagliaritano. Il solito nubifragio che diventa la solita alluvione. Quattro morti, territori devastati, più di 15 milioni di euro di danni. Due volte angosciante perché ci sono vittime e tanta distruzione da una parte e ci sono tante denunce ecologiste in tutte le sedi possibili ed immaginabili dall'altra. Denunce documentate e troppo spesso inascoltate». L'ennesima è il ripercorrere di quei documenti: «Una dozzina di anni fa (1995-1996) abbiamo provato in tutti i modi a fermare la canalizzazione cementificata del Rio Santa Lucia, trasformato in un'autostrada d'acqua che riversa in velocità enormi ondate di piena verso lo stagno di Capoterra, parte dell'ampia zona umida di Santa Gilla. Ecco i risultati», dice Deliperi. «L'abusivismo edilizio, i ripetuti condoni edilizi e la penosa pianificazione urbanistica di Capoterra hanno fatto il resto. Qualche anno fa, a suon di denunce, gli Amici della Terra ed il Gruppo d'Intervento Giuridico riuscirono a sventare un'autentica follia, la costruzione di una palazzina in località S'Acqua Tomasu: forse sulla coscienza abbiamo un disastro scampato». C'è dell'altro: «Più recentemente, nelle campagne fra Sestu e Serdiana», guarda caso, un'altra delle zone colpite due giorni fa, «altre denunce ancora per far bonificare infinite discariche abusive spesso sulle rive, se non negli alvei, di corsi d'acqua. Ma quale calamità naturale c'è quando intere lottizzazioni sorgono nelle vie naturali di deflusso idrico? L'acqua riprende i suoi spazi e non guarda in faccia a nessuno. E sarebbe ora che qualche amministratore pubblico troppo affezionato allo sviluppo edilizio paghi per le scelte dissennate di uso del territorio e per i lutti che ha indirettamente provocato. Ma stiano tutti tranquilli, non accadrà nemmeno questa volta». Più o meno sulla stessa linea anche Legambiente: «Oltre 300 millimetri di pioggia caduti in poche ore sono un evento eccezionale ma non dimentichiamo che con il cambiamento climatico, purtroppo, ci troveremo sempre più spesso di fronte a eventi meteorologici estremi e dobbiamo assolutamente evitare che si trasformino sempre in tragedia», dice il presidente Vincenzo Tiana. «Con una maggiore prevenzione e un'adeguata pianificazione del territorio, infatti, si sarebbe potuto evitare che il nubifragio di ieri diventasse una catastrofe. Occorre una seria riflessione sulla necessità di prevenire il dissesto idrogeologico in Sardegna, ma soprattutto convincere gli enti locali ad applicare il piano messo a punto dalla Regione. Purtroppo, infatti, le prescrizioni delle norme di attuazione fatte dalla Regione, con l'approvazione nel 2004 del Pai (Piano d'Assetto Idrogeologico) sono state percepite spesso solo come vincolo a qualunque attività edificatoria, per cui l'adeguamento è stato eseguito dai Comuni con grande lentezza e in molti casi perfino ignorato. Invece e' proprio l'intensa urbanizzazione lungo il reticolo di corsi d'acqua minori intorno a Cagliari ad essere tra le prime cause del dissesto. Mi auguro dunque», conclude Tiana, «una rapida inversione di tendenza da parte degli amministratori perché una corretta e rigorosa pianificazione del territorio e' fondamentale per la sicurezza della popolazione». «È bene ricordare», aggiunge Franco Saba della segreteria regionale dell'associazione, «che insediamenti sviluppatisi nella litoranea del settore occidentale del golfo di Cagliari, siano stati negli anni scorsi aspramente censurati dalle associazioni ambientaliste perché inseriti in un contesto senza tenere debitamente conto del rischio idrogeologico, ossia del rischio di alluvioni ed esondazioni». Danni nei campi: Argea verifica, Coldiretti quantifica. L'assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Foddis ha dato disposizione al direttore generale di Argea, Gianni Ibba, di procedere tempestivamente alla rilevazione dei danni causati dal nubifragio di ieri alle aziende agricole del Cagliaritano. L'agenzia, secondo una nota dell'assessorato, ha già preso contatto con le amministrazioni comunali colpite. Tutta la struttura dell'Agenzia regionale è al lavoro per organizzare e coordinare le perizie nelle aziende agricole e fare le prime stime. Inoltre, partecipando con gli altri assessori regionali dell'Agricoltura alla riunione del Comitato Tecnico Permanente per l'Agricoltura (al Lingotto di Torino), Foddis ha chiesto al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, un intervento straordinario del Governo: appuntamento fissato per il 29 ottobre, a Roma. In quell'occasione saranno presentate le schede indicative dei danni alle strutture aziendali, alle scorte e alle coltivazioni, in modo tale da poter quantificare l'intervento necessario. «Pur riconoscendo la prontezza d'intervento del sottosegretario Guido Bertolaso, che è portatore delle tematiche della protezione civile e non ha potere d'intervento negli indennizzi all'agricoltura», sottolinea l'assessore, «non deve sfuggire che questo Governo nelle proposte inserite nella legge finanziaria ha cancellato le risorse del Fondo di solidarietà nazionale, attraverso il quale si dovrebbero compensare tutte le calamità naturali in ambito agricolo. Con questo Fondo, inoltre, il Governo ha sempre garantito la copertura del premio relativo alle polizze assicurative, relativamente alla parte spettante allo Stato. Anche per sopperire alla mancanza di quote statali, la Regione ha previsto nella Finanziaria 2009 un impegno di 9,5 milioni di euro per coprire l'80 per cento del premio delle cosiddette polizze assicurative agevolate su terreni e coltivazioni: il 20 per cento sarà invece a carico dei singoli agricoltori. Questo è un intervento coerente con l'orientamento comunitario». Secondo le associazioni di categoria «è necessario dare risposte immediate alle imprese agricole danneggiate dall'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il sud della Sardegna». Se la Cia sottoporrà la richiesta al ministro Zaia già oggi, in occasione dell'incontro organizzato al Mediterraneo, la Coldiretti quantifica la prima stima dei danni nei campi. Arriva dal contatto costante con le strutture periferiche dell'organizzazione e vale 15 milioni di euro. «Dalle prime verifiche», sottolinea la segreteria regionale, «le zone maggiormente danneggiate risultano essere quelle di Capoterra, Assemini, Sestu e Sarroch ma danni ingenti sono segnalati anche Villa San Pietro, Pula a Dolianova, Serdiana, Soleminis, Donori, Monserrato, Selargius e Settimo San Pietro. La Coldiretti chiede agli Enti preposti immediati sopralluoghi tecnici nelle aziende colpite al fine di verificare e quantificare puntualmente i danni. Si chiede, inoltre, alla Regione uno stanziamento straordinario di fondi in modo da poter intervenire tempestivamente per consentire agli imprenditori agricoli colpiti di poter riavviare al più presto l'attività. Ancora, si chiedono la dichiarazione di crisi di mercato e la sospensione delle incombenze di natura fiscale e previdenziale a carico delle imprese colpite». Altre iniziative: la Saras sospende «Raffineria aperta». L'Ebas per gli artigiani. Il gruppo che fa capo alla famiglia Moratti, a seguito dei drammatici eventi causati dall'alluvione, ha deciso di sospendere tutte le iniziative previste per la manifestazione "Raffineria aperta" : quindi il tour in barca e in pullman e gli incontri in programma a Villa Siotto, a Sarroch. Non solo: Saras annuncia anche l'intenzione di partecipare alle iniziative di solidarietà che le istituzioni del territorio organizzeranno a favore delle famiglie colpite.Sul versante artigiano, invece, l'Ente Bilaterale Artigiano della Sardegna, si rende disponibile ad assistere le imprese artigiane che avessero subito danni a seguito degli eventi calamitosi verificatisi nella zona del Comune di Cagliari e zone limitrofe. Le imprese interessate dovrebbero informare la struttura per ottenere i contributi previsti per eventi eccezionali.
L’Altravoce
24 Ottobre 2008
Rabbia ecologista, denunce documentate e inascoltate da anni, vince il re-cemento
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