«Non mi fermo. Non mi arrendo. Ora è il tempo dei condor, ci sono i cannibali che cercano di spartirsi le mie spoglie. Gli avvoltoi che si avventano sulla preda. Sappiano che io non mi fermo e che dovranno sudarsele le mie spoglie». Lassessore alla sicurezza sociale di Palazzo Vecchio e candidato alle primarie del Pd Graziano Cioni non usa mezzi termini. E indagato per corruzione nellambito dellinchiesta sulle trasformazioni urbanistiche di Castello nei terreni di proprietà di Fondiaria Sai. Gli chiedono di dimettersi da assessore. Di non correre alle primarie. Ma lui risponde convinto: «Non me ne vado. Ormai non corro per vincere, ne sono consapevole. Corro per il mio onore. Corro perché ho avuto le palle di far arrestare persone che hanno cercato di corrompermi, di offrirmi tangenti. Ci sono quattro candidati a queste primarie (Lapo Pistelli, Daniela Lastri Matteo Renzi e Cioni, ndr): tre sono santi e uno, cioè io, è un assassino. Tre sono atleti e uno, cioè io, è uno zoppo. Ecco: io chiedo di correre da zoppo. Chiedo di stare in campo e di essere giudicato dai 40 mila cittadini che voteranno alle primarie». Cioni replica a Pistelli che allassemblea cittadina del Pd di mercoledì gli aveva chiesto di ritirarsi e a Michele Morrocchi, consigliere comunale vicino a Pistelli, che nel 2006 ricevette una consulenza in Provincia dal dirigente Enno Ghiandelli, poi rinviato a giudizio per abuso dufficio per quella vicenda. Morrocchi ha invocato la chiusura di «certe ere politiche», riferendosi proprio a Cioni: «Non accetto lezioni da queste persone. Non lo accetto perché è indegno che provino a spartirsi un cadavere, a dividerne le spoglie facendo un po a me e un po a te. Questo non si chiama Partito Democratico», si sfoga lassessore. (e.f.)