Mecenati per convenienza più che per filantropismo. Perché le 342 imprese che nel 2003 hanno scelto di finanziare 87 tra fondazioni e associazioni culturali possono dedurre interamente dal loro reddito le erogazioni liberali. Ma 117 milioni raccolti, si lamentano al ministero per i Beni e le attività culturali, benché aumentati rispetto ai 15 milioni del 2002, sono ancora poca cosa: l'articolo 65 del Testo unico del 2000 ne prevedeva 139. E, aggiunge il dirigente Annamaria Buzzi, «i commercialisti devono ancora imparare a sfruttare queste norme». Non solo: «Siamo consapevoli» spiega a Economy il ministro Giuliano Urbani «che una svolta positiva a favore della cultura potrebbe venire dall'ampliamento di questa norma anche alle persone fisiche. Ora tutto è nelle mani del ministero dell'Economia». Ad approfittarne per ora sono solo le imprese. Le banche soprattutto, con Intesa in testa, ma anche Aem, Enel, il Gruppo editoriale L'Espresso, la Feltrinelli, Lottomatica, le Ferrovie dello Stato. E persino la Trussardi spa, che ha devoluto 620 mila euro a una fondazione: la Trussardi. Intesa e la Scala in testa La banca guidata da Giovanni Bazoli ha erogato contributi per oltre 1,6 milioni di euro, una cifra vicina a quella di Enel. La Fondazione del Teatro alla Scala ha ricevuto 3,7 milioni. Le aziende più generose Banca Intesa 1.609.645 Enel 1.536.500 Unicredito italiano 1.117.000 Banco popolare di Verona e Novara 1.046.481 Sea (Società esercizi aeroportuali) 1.032.913 Le fondazioni preferite Fondazione Teatro alla Scala di Milano 3.707.000 Fondazione Accademia Nazionale Santa Cecilia 2.016.000 Fondazione Arena di Verona 1.000.000 Fondazione Trussardi 620.000 Fondazione Giorgio Cini di Venezia 615.000 Fonte: ministero per i Beni e le attività culturali. Dati in euro