Passa anche la legge che taglia le giunte degli enti locali Subito i nuovi dipartimenti Comuni e Province sbarramento al 5 per cento Sala dErcole vara la nuova mappa dellamministrazione regionale e nel carniere dellArs finisce anche la norma che limita i costi della politica negli enti locali e fissa lo sbarramento al cinque per cento nelle amministrative. Mercoledì, alle 22, il cammino delle riforme portate avanti da Lombardo sembrava giunto a un punto morto, con la soppressione dellagenzia per i rifiuti che aveva indispettito lUdc e parte del Pdl e suggerito a molti, nel centrodestra, di far saltare tutto. La prova di forza di Lombardo, che ha deciso di andare avanti malgrado i mugugni degli alleati, e la decisione del Pd di sostenere norme che aveva contribuito a scrivere, hanno fatto cambiare lo scenario in un paio dore. E il voto, alla fine, è stato unanime. La riforma dellamministrazione. Appena annacquata dai compromessi nella maggioranza, la legge prevede che il numero dei dipartimenti scenda da 37 a 32. Alla Sanità, secondo le norme approvate dallaula, ne restano in vita solo due. La gestione del fondo sanitario, che in un primo momento doveva passare al bilancio, resterà di competenza dellamministrazione di piazza Ziino. Salta il Darc (il dipartimento che si occupa di arte contemporanea) e uno degli ispettorati dei Lavori pubblici, mentre perde il rango di dipartimento la segreteria di giunta e lufficio di Bruxelles prende il coordinamento anche dellufficio di Roma e dellufficio per le relazioni diplomatiche. Fra le novità più significative la creazione di un dipartimento Energia che finisce nellorbita dellassessorato Industria retto da Pippo Gianni. Un "dono" per lUdc, alla quale lMpa aveva fatto altre concessioni: la soppressione dei tre articoli che rafforzavano i poteri del presidente della Regione rispetto a quelli degli assessori, la salvaguardia dei quattro dipartimenti dellassessorato allAgricoltura (con il riconoscimento del corpo forestale come struttura di massima dimensione) e, soprattutto, il mantenimento in vita dellagenzia per i rifiuti e per le acque poi naufragata sotto i colpi dei franchi tiratori. Lagenzia scomparirà dal 2010. Stessa sorte per un altro ufficio cancellato da un emendamento passato con voto segreto: quello del sovrintendente di Palazzo dOrleans. Un articolo della riforma prevede che ogni dirigente generale potrà avere non più di tre incarichi e che la Regione potrà indicare nei cda delle società partecipate al massimo tre amministratori. Spoils system. Ora Lombardo ha 90 giorni di tempo per attuare, sulla base della nuova mappa dei dipartimenti, lo spoils system dei dirigenti generali, congelato in pratica con due proroghe consecutive. E nel frattempo saranno emanati decreti e regolamenti che attueranno la riforma di maggiore impatto, quella degli assessorati. Ovvero la seconda fase della legge: a partire dal 2010 scompariranno vecchi rami damministrazione come lassessorato alla Presidenza, alla Cooperazione e allIndustria. Nasceranno gli assessorati allEconomia e alle Attività produttive, i Trasporti saranno accorpati alle Infrastrutture, lIstruzione alla Formazione, la Famiglia e le Politiche sociali al Lavoro, le Autonomie locali alla Funzione pubblica. Con la seconda fase della riforma il numero dei dipartimenti scenderà ancora, sino a 28. La stretta sugli enti locali. E mentre fuori dal palazzo i maggiorenti del centrodestra litigano, lArs trova un fragile equilibrio che consente anche il varo della legge che taglia i costi della politica negli enti locali. La stessa che solo tre giorni fa era stata ritirata su richiesta del Pdl, per via del voto segreto a un emendamento del Pd che aveva abbassato il numero degli assessori alla cifra di un quinto rispetto a quella dei consiglieri. Il Comune di Palermo, ad esempio, ne avrà dieci (oggi sono sedici). Dopo un nuovo passaggio in commissione, la norma è rimasta in vita. Le giunte saranno dunque più snelle e subiranno un ritocco verso il basso i compensi dei consiglieri provinciali e comunali: cancellata lopzione fra indennità e gettoni di presenza, resteranno in vita solo questi ultimi, che potranno essere cumulati fino a un tetto massimo pari a un quarto della retribuzione del sindaco. Viene abolita qualsiasi indennità di carica per i vicepresidenti dei consigli. Passa anche la riduzione del numero delle circoscrizioni: restano in vita solo quelle di Palermo, Catania, Messina e - in seguito a un emendamento sponsorizzato dallassessore Titti Bufardeci - quelle di Siracusa, di Carlentini e di Belvedere. Scompaiono quelle che fanno capo a Nicosia, Lipari, Villarosa, Bagheria, Misilmeri, Monreale, Comiso, Ragusa, Vittoria, Augusta, Castellammare del Golfo. E i consiglieri di quelle circoscrizioni che sopravvivono non potranno guadagnare più del 40 per cento dei consiglieri comunali. Ma la legge porta con sé anche una norma di riforma elettorale che ha sollevato polemiche: lo sbarramento al cinque per cento nelle elezioni amministrative. Allo sbarramento si era opposta, a nome delle piccole formazioni politiche, Rita Borsellino. E Lombardo, ricevuta la sua lettera, aveva detto di voler tenere in considerazione «questo autorevole appello». Ma Sala dErcole ha deciso in maniera diversa. La soglia del cinque per cento, già in vigore per le regionali, si applicherà anche alle comunali, alle provinciali e persino alle elezioni circoscrizionali. e. la.