Dalle statue di Buddha alle preziose maioliche dellIslam Un bellingresso di legno e vetro con due giardini zen porta lospite tra i tesori dAsia Gli scavi italiani in Pakistan e il fiume di blu, giallo e rosso di Siria, Iraq e Iran Il cortile dingresso ti accoglie con un pavimento di legno e, ai lati, due giardini giapponesi di rocce e di muschio. Il tutto è avvolto da una struttura di vetro che "inscatola" il passaggio dallingresso esterno allentrata vera e propria, dove si viene accolti da un busto di Buddha, uno stucco del terzo secolo A.C. Questo spazio trasparente è rincorso sui lati da un bosco di bambù. È attraverso questo ambiente, immaginato dallarchitetto Andrea Bruno, che si accede allo scrigno di Palazzo Mazzonis, dove larte antica dellEst del mondo si mette comoda e si mostra nella sua magnificenza. Le gallerie dedicate ad altrettante aree geografiche e culturali sono disposte sui quattro piani del Palazzo ed espongono circa 1500 pezzi. Girando per le sale si ha quasi limpressione di trovarsi in cinque musei diversi, perché ogni sezione è formalmente diversificata e permette a chi guarda di calarsi a fondo nellatmosfera che ogni galleria racconta. Si inizia dallAsia Meridionale, una vasta area che comprende il Gandhara, lIndia ed il Sud Est Asiatico. I pezzi raccontano degli scavi archeologici italiani dellIsmeo nella valle dello Swat (Pakistan), della fine degli anni 50, con bassorilievi narrativi e scene tratte dalla vita del Buddha, figure di offerenti, cornici decorate e capitelli. Di particolare interesse due statue raffiguranti Devada, una divinità maschile ed una femminile del VI-VII secolo fatte di terracotta policroma ed una statua in granito grigio del XV secolo d. C. raffigurante Shiva quale maestro delle arti e delle scienze. La produzione artistica di Myanmar, Thailandia e Cambogia è spesso ispirata alla religiosità indù e buddista: bellissima la statua birmana del Buddha sdraiato in parinirvana, del XIX secolo, in legno laccato e dorato. Si prosegue entrando nella sezione cinese, collezione che va da opere del IV millennio a.C. al X secolo d.C. Una sala è totalmente dedicata alla dinastia Han, alla dinastia Tang e alle statue buddiste Ming. Notevole lAlbero delle monete con supporto a forma dorso dello Sichuan II inizio III secolo d. C., proprietà della Regione Piemonte. Attraversando una leggerissima tenda nera si entra nella sezione del Giappone e sembra di aver compiuto un viaggio che dalla grande Terra di Mezzo ci porta nellarcipelago del Sol Levante. La galleria giapponese si snoda su due piani: il primo salone ospita una straordinaria raccolta di statue buddiste in legno, le più antiche risalenti alla fine del periodo Heian (749-1185), lepoca di Kyoto capitale e del magnifico Genji, il principe splendente, mentre la seconda raccoglie fra laltro i manga del XVIII secolo. La regione Himalayana colpisce per le Thang-ka della collezione tibetana oltre ad importanti sculture ed oggetti rituali: un Buddha Skakyamuni nel momento dellilluminazione realizzato in creta per un monastero. Ed infine si sale allultimo piano dove si entra nel regno coloratissimo delle maioliche e delle ceramiche dei Paesi Islamici. Un fiume di blu, azzurro, giallo e rosso che accennano alla grandezza artistica dellIran, Turchia, Siria ed Iraq.