Da ieri la città ha un museo in più: a Palazzo Mazzonis tra entusiasmo e commozione di autorità e cittadini si realizza un ambizioso progetto ideato sette anni fa Larte del sole che nasce ha inaugurato la sua casa «Esistevano già a Torino una tradizione e un patrimonio legati al mondo orientale, persino i Savoia collezionavano arte del levante. Oggi abbiamo un museo che ci parla di quella parte del mondo che oggi è in maggiore movimento». Così lassessore Alfieri ha salutato ieri mattina, quasi commosso, lapertura del Mao, quel Museo darte orientale nel cuore del Quadrilatero, tra le vie San Domenico e SantAgostino, che nel 2001 non era che un progetto nel programma amministrativo del Comune. La presentazione ieri in varie fasi, prima agli organi di stampa, quindi alle autorità e ai vip, infine ai cittadini con lingresso gratuito fino a mezzanotte. Linizio in tarda mattinata, punto di ritrovo il piano terreno ad ammirare i due giardini zen sorti tra i muri barocchi di Palazzo Mazzonis, già abitazione privata, acquistato dal Comune nel 1980 e ora recuperato con un progetto diretto dallarchitetto Andrea Bruno, costato più di 13 milioni al Comune e 5 e mezzo alla Compagnia di San Paolo (ma in questultima cifra sono comprese anche le acquisizioni di opere soprattutto di arte giapponese, il settore che era più sguarnito). Quindi la presentazione nel salone al primo piano, al tavolo con Alfieri i presidenti di Fondazione Torino Musei Giovanna Cattaneo e della Compagnia di San Paolo Angelo Benessia, con loro il direttore del museo Franco Ricca. «Curiosità, rigore, tenacia, queste le qualità tutte torinesi che stanno dietro a questo progetto. Ci vogliono unidea e qualcuno che abbia la forza di portarla avanti» ha detto Benessia. Il riferimento era naturalmente a Franco Ricca, già docente di meccanica quantistica, poi innamoratosi dellarte orientale e in particolare tibetana, che ieri ha visto realizzato un sogno. Il numero uno della Compagnia ha poi rassicurato i presenti: «Ci chiedono in molti se continueremo a finanziare la cultura. È vero, viviamo in un periodo difficile e la coperta è corta, ma il patrimonio museale della città ci sta particolarmente a cuore, sulle infrastrutture culturali continueremo a essere presenti». La visita del pomeriggio, per autorità e vip, doveva essere guidata dal sindaco Chiamparino, in arrivo però da Roma solo verso la fine. A fare gli onori di casa ancora Alfieri, cambio della guardia poi tra Benessia e lex vicepresidente Carlo Callieri, che per il museo darte orientale si è assai prodigato, appassionandosi anche nel seguire gli acquisti di opere nelle aste internazionali. La Compagnia era rappresentata anche dalla vicepresidente Elsa Fornero, tra i presenti - molti hanno proseguito poi per il successivo incontro a Palazzo Madama - il prefetto Paolo Padoin, il presidente di Fondazione Crt Andrea Comba, il city manager Cesare Vaciago, i soprintendenti Carla Enrica Spantigati e Francesco Pernice, la numero uno dello Stabile Evelina Christillin. Fino all8 dicembre il Mao sarà aperto gratuitamente dalle 10 alle 18 (con lo stesso orario proseguirà nei giorni seguenti, info 0114436927).