«Vendere la Mole? Non sono mica Totò». Cerca di cavarsela con una battuta Sergio Chiamparino, pressato dai giornalisti a Palazzo Madama per linaugurazione del nuovo Museo di Arte Orientale, per uscire dalle polemiche che la notizia di una possibile cessione di alcuni degli edifici storici della città (dalla Mole, al Regio, al Borgo Medioevale) ha provocato. Così sale sul palco, e nel discorso ufficiale, pur con qualche virtuosismo dialettico, conferma: «Vogliamo creare meccanismi tecnici che permettano di rendere le fondazioni che gestiscono i beni culturali torinesi più attrezzate dal punto di vista dellapprovvigionamento finanziario». E dotarle di beni immobili è appunto la prima strada da seguire. «Altrimenti - ha continuato il sindaco - che ci stanno a fare le fondazioni? Tanto valeva lasciare la gestione diretta di musei e teatri agli assessorati. Sono cose, daltronde, che ha detto anche Benessia (il presidente della Compagnia di San Paolo che ieri era seduto a fianco del sindaco, n.d.r), per consentire alle fondazioni che gestiscono musei ed edifici storici più autonomia rispetto ad oggi. E cè anche il vantaggio, in questo modo - ha aggiunto Chiamparino - di investire su strumenti e persone che hanno dimostrato di sapere fare bene il loro dovere». Quelli della Fondazione Torino Musei, dei teatri Stabile e Regio e così via con cui nelle scorse settimane sono iniziati i discorsi «sui meccanismi tecnici» da usare per rendere le loro attività meno pesanti per le casse comunali. Il sindaco poi si è tolto qualche sassolino: «Dire questo è altra cosa che dire che venderemo la Mole Antonelliana. O Palazzo Madama». E ha continuato alludendo allinterrogazione del consigliere di Forza Italia Michele Coppola che, ipotizzando la vendita delledificio simbolo di Torino aveva dato laltro ieri il via alle polemiche, ha aggiunto: «Non spetta a me giudicare le interpellanze, che sono tutte legittime. Potrei però ironizzare parlando di qualcuno (n.d.r. Tremonti) che a Roma ha pensato davvero di vendere il Colosseo». Poi ha concluso: «Se cera bisogno di un segnale del fatto che a Torino non si torna indietro ma si continua a investire sulla cultura e sul turismo, non ce ne è uno migliore dellinaugurazione di questo museo. Non solo non si torna indietro, ma si va avanti, sugli investimenti però che lascino tracce sul territorio: certo la situazione è difficile e bisogna selezionare». Parole confortanti in questo senso ha avuto anche Benessia: «Certo anche per noi il momento non è facile: ma la Compagnia manterrà i suoi impegni in tutte le infrastrutture museali torinesi consapevole come è della loro importanza».